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L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate

Congresso di Studi Storici Internazionali

 

Autori: VARI


DETTAGLI: 

 

Descrizione: Volume

 

Formato: 17x24

 

Pagine: 488

 

Atti del Congresso di studi storici internazionali del 20-21 novembre 2012. Nel 1945 il Paese è un cumulo di macerie con una bassissima produzione industriale e una inflazione fuori controllo, almeno fino al 1951. L’Italia era entrata nella seconda guerra mondiale come membro dell’Asse e ne era uscita come cobelligerante a fianco degli Alleati.

 

Nell’immediato dopoguerra il governo italiano si era trovato di fronte a due problemi fondamentali: raggiungere un soddisfacente accordo di pace e assicurare il sostentamento della popolazione avviando la ricostruzione.

 

La collaborazione economica, militare e politica prestata agli Alleati durante il periodo della cobelligeranza, aveva reso meno gravosi, alla fine della guerra, i controlli di questi. È noto che lo sforzo militare aveva riscosso l’apprezzamento di alcune importanti autorità militari alleate, ma l’atteggiamento prevalente dei vincitori era piuttosto quello di non concedere attenuanti agli italiani.

 

Facevano parziale eccezione gli Stati Uniti d’America, che non avevano nei confronti dell’Italia particolari rivendicazioni e che al contrario intravedevano l’importanza geo-strategica della penisola in funzione della dottrina del containment, che prevedeva il contenimento dell’espansione sovietica sullo scacchiere europeo e non solo nel contesto territoriale tedesco.

 

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