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Visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, ai contingenti italiani e incontri con le autorità libanesi

In un momento caratterizzato da instabilità crescente e da un concreto rischio di escalation, il Capo di SMD ha voluto incontrare i contingenti militari italiani impiegati in Libano

Beirut 15 apr 2026

Visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, ai contingenti italiani e incontri con le autorità libanesi
Visita del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, ai contingenti italiani e incontri con le autorità libanesi

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Nelle giornate del 13 e 14 aprile, il Generale Portolano si è recato a Beirut, presso il Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L), a leadership italiana, la Missione Bilaterale (MIBIL) e il Comando del Sector West di UNIFIL, con sede a Shama.

«Ho potuto constatare come, nonostante il deterioramento delle condizioni operative, tutto il personale continui a svolgere i compiti assegnati con determinazione, professionalità e alto senso di responsabilità. UNIFIL rimane un presidio essenziale nel Sud del Paese per il supporto alla popolazione locale, anche in termini di aiuti umanitari, e la bonifica da ordigni esplosivi, in aggiunta agli ulteriori compiti derivanti dalla risoluzione n. 1701, compatibilmente con l’attuale situazione operativa. Le altre iniziative cui l’Italia partecipa, il Comitato MTC4L e la MIBIL, proseguono nel garantire il loro contributo per il supporto alla popolazione locale e il potenziamento delle capacità delle Forze Armate libanesi, attraverso attività di formazione e addestramento».

In virtù dei solidi legami costruiti ai tempi in cui ricopriva la carica di UNIFIL Head of Mission and Force Commander, il Gen. Portolano ha anche avuto la possibilità di incontrare il suo omologo, Generale Haykal, il Ministro della Difesa, Generale Menassa, e il Presidente Aoun. Obiettivo dei colloqui facilitare il dialogo tra le parti e ribadire l’impegno delle Forze Armate italiane a operare con responsabilità e coerenza, nel rispetto del mandato ONU e degli impegni assunti in ambito internazionale e a livello bilaterale, per il sostegno al Libano, oggi e oltre la scadenza del mandato di UNIFIL.

Da parte loro, le autorità libanesi hanno espresso il riconoscimento per gli sforzi che l’Italia continua a profondere in favore del Libano, anche in questa fase di riacutizzazione della crisi tra Israele ed Hezbollah, determinata dalla ripresa delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha impedito il prosieguo del processo di disarmo delle milizie da parte del governo di Beirut.

Durante gli incontri, il Generale Portolano ha raccolto l’auspicio delle autorità libanesi per un cessate il fuoco, ritenuto condizione imprescindibile per alleviare la sofferenza delle migliaia di sfollati dal sud del Paese e favorire al contempo il ripristino delle attività volte ad assicurare l’esclusivo controllo delle armi da parte dello Stato.

Il Capo di SMD ha, inoltre, assicurato la continuità dell’impegno militare italiano a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), per la stabilità del Paese e il conseguimento degli obiettivi indicati dalla risoluzione 1701 dell’ONU.

United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL)

La missione UNIFIL è nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell'invasione del Libano da parte di Israele (marzo 1978). Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza semestrale, la durata della missione.

A seguito di un attacco alle Israeli Defence Force (IDF), avvenuto il 12 luglio 2006, a Sud della Blue Line nelle vicinanze del villaggio israeliano di Zar'it, da parte di elementi Hezbollah, vennero uccisi otto soldati israeliani mentre altri sei vennero feriti e due catturati da dette milizie. Al rifiuto della richiesta di rilascio, Israele iniziò una campagna militare in Libano mirata ad annientare le milizie di Hezbollah ed altri elementi armati; in conseguenza di ciò, milizie Hezbollah condussero degli attacchi contro infrastrutture civili israeliane nel Nord di Israele. L'escalation delle ostilità portò le IDF a condurre una vasta campagna militare nel Nord della Blue Line contro le milizie armate di Hezbollah.

Le ostilità continuarono per 34 giorni durante i quali venne svolta una intensa attività diplomatica internazionale tesa al conseguimento di una tregua/cessate il fuoco per la successiva creazione di stabili condizioni di pace, che è culminata con la Risoluzione  n. 1701 dell'11 agosto 2006 con la quale si sanciva la cessazione delle ostilità a partire dal 14 agosto 2006. Dall'inizio del cessate il fuoco, le IDF continuarono ad occupare larghi tratti dell'Area di Operazioni (AO) di UNIFIL mentre gli Hezbollah e gli elementi armati rimasero nel Sud del Libano.

Dall’inizio della seconda fase della missione UNIFIL (agosto 2006), per cinque volte è stato scelto quale UNIFIL Head of Mission e Force Commander (HoM/FC) un Generale Italiano.

Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL)

La missione si inquadra nel più ampio contesto delle iniziative dell’”International Support Group for Lebanon” (ISG), in ambito ONU. L’ISG si propone di supportare il Libano che, alla luce del conflitto siriano, è affetto da gravi disagi sociali ed economici, con forti ripercussioni sulla situazione di stabilità e sicurezza.

In particolare, mira a catalizzare un robusto impegno della Comunità Internazionale a sostegno del Libano.

Tre i settori di intervento individuati: supporto ai rifugiati, all’economia della nazione e alle forze armate.

In tale contesto l'Italia ha avviato delle attività bilaterali nello specifico settore della formazione del personale militare libanese.

L’impegno nazionale si concretizza nello schieramento di una Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL), rivolta all’implementazione di programmi di formazione ed addestramento in favore delle LAF/Forze di Sicurezza libanesi e la costituzione di un Centro di Addestramento nel SUD del LIBANO, dove sviluppare le citate attività formativo/addestrative.​

Comitato Tecnico Militare per il Libano/Military Technical Committee for Lebanon (MTC4L)

Il Comitato Tecnico Militare per il Libano/Military Technical Committee for Lebanon (MTC4L) è un'iniziativa multilaterale guidata dall'Italia, istituita nel mese di marzo 2024, su iniziativa del Capo di Stato Maggiore della Difesa, a seguito degli eventi successivi al 7 ottobre 2023, che hanno compromesso la stabilità e la sicurezza del Libano, causando una grave crisi umanitaria con oltre un milione di sfollati. In questo contesto, e con il ruolo centrale assunto dopo la cessazione delle ostilità/tregua di 60 giorni tra Libano e Israele il 27 novembre 2024 e la sua estensione, il MTC4L opera nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR 1701) e delle successive risoluzioni, in coordinamento con UNIFIL/UNSCOL e attraverso il Comitato dei Cinque Membri (Meccanismo), presieduto dagli Stati Uniti. Da una prospettiva nazionale, il MTC4L si allinea ai compiti attuali della Missione Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e alle iniziative politico-diplomatiche in corso.

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