Generale Portolano: “Difesa e sicurezza leve strategiche per il futuro del Paese”
Roma 28 mag 2026
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La sicurezza come elemento essenziale per la resilienza e la tenuta dei sistemi vitali del Paese: è questo il messaggio al centro dell’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, all’incontro “Difesa e Sicurezza come leve strategiche per la resilienza e la competitività del Paese”. L’evento, organizzato dal TEHA Club presso la Direzione Nazionale degli Armamenti, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’Amministratore Delegato di TEHA Group, Dottor Valerio De Molli, insieme a esponenti dell’industria della difesa, del settore tecnologico nazionale e della business community del TEHA Club.
Nel suo intervento, il Generale Portolano ha tracciato un quadro degli attuali scenari internazionali e del loro impatto sull’industria della difesa, muovendo da una riflessione teorica sul concetto di Sicurezza e individuando nell’industria stessa uno strumento fondamentale del potere nazionale. Il Capo di SMD ha rappresentato la Sicurezza attraverso un rettangolo i cui quattro vertici sono: Difesa del Paese, Resilienza delle catene di approvvigionamento, Tecnologia e Innovazione. “Le scelte compiute negli ultimi decenni in materia di politica industriale della difesa — ha affermato — hanno eroso gran parte di questi elementi. L’illusione che i conflitti territoriali appartenessero al passato ha favorito un cambio di paradigma che ha fatto prevalere la logica di mercato sui principi di sovranità, autonomia strategica e resilienza, con un conseguente adattamento al ribasso delle capacità militari.”
In questo contesto, ha proseguito il Generale Portolano, “ci stiamo adoperando per assicurare uno Strumento Militare bilanciato nelle sue componenti e dotato della flessibilità necessaria ad adattarsi alle esigenze di scenari in continua evoluzione. Per troppo tempo abbiamo considerato la Difesa come un comparto isolato, un costo da comprimere anziché un investimento imprescindibile per la sicurezza e la competitività del Paese.” In tale prospettiva, il Capo di SMD ha sottolineato la necessità di estendere a tutta la comunità nazionale il concetto di Cultura della Difesa promosso dal Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, affrontando la Sicurezza secondo un approccio whole of society.
“La guerra moderna non offre rivoluzioni assolute: nessuna tecnologia, per quanto sofisticata, garantisce la vittoria da sola. A fare la differenza è l’integrazione sistemica, insieme a un adattamento continuo e a una solida resilienza organizzativa. Principi che impongono all’industria della difesa di sviluppare sistemi modulari, architetture aperte e una capacità produttiva pronta a rispondere con rapidità ai mutamenti dello scenario. Da qui la necessità di superare la frammentazione e rafforzare l’integrazione tra componente militare, industria, tecnologia e mondo scientifico. La vera sfida — ha concluso — non è soltanto acquisire nuovi mezzi o aggiornare quelli esistenti, ma garantirne integrazione, velocità decisionale e resilienza produttiva dell’intero sistema. Investire nell’industria della difesa significa offrire al Paese una deterrenza credibile agli occhi della comunità internazionale”.
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