Il Generale Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, al 73° Raduno dell'Associazione Nazionale Bersaglieri
Lignano Sabbiadoro 31 mag 2026
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Lignano Sabbiadoro ha ospitato oggi il 73° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, manifestazione che quest'anno assume un valore simbolico particolare: cade a cinquant'anni esatti dal terremoto che, il 6 maggio 1976, devastò il Friuli in pochi secondi, radendo al suolo interi paesi e lasciando migliaia di famiglie senza casa. «Questa terra non fu abbandonata» ha detto il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel suo intervento ufficiale. «L'Italia, nei momenti più bui, sa sempre trovare chi resta.»
Tra i primi a rispondere al sisma del '76 ci furono i nostri militari. I Bersaglieri, di stanza a poche decine di chilometri dall'epicentro, arrivarono nella notte stessa, senza attendere ordini scritti. Scavarono con le mani tra le macerie, restarono finché ci fu qualcosa da fare e, quando non ci fu più nulla da cercare, rimasero lo stesso, perché c'era ancora qualcuno a cui stare vicini. «Arrivarono in un Friuli che non esisteva più e cominciarono, in silenzio, a ricostruirlo» ha ricordato il Generale Portolano.
L'anniversario friulano si intreccia con un'altra ricorrenza: il 18 giugno 2026 segna i 190 anni dalla fondazione della specialità, nata nel 1836 dall'intuizione di Alessandro La Marmora. Un soldato che non marciava ma correva, che decideva in movimento, che trasformava la velocità in tattica.
Il Generale Portolano ha ricordato più volte ai tanti radunisti accorsi alla manifestazione che i tre pilastri su cui si fonda il carattere bersaglieresco sono il coraggio, non solo fisico, ma morale; fare la cosa giusta anche quando costa, la disciplina e lo spirito di corpo, che trasforma un gruppo di soldati in una comunità, e una comunità in una forza che nessun nemico, nessuna crisi, riesce davvero a fermare.
Il discorso ha poi toccato il tema delle minacce ibride, con un richiamo diretto alla disinformazione e alle campagne digitali finalizzate a erodere la fiducia reciproca nelle società democratiche. “Chi vuole indebolire un paese non colpisce solo i suoi armamenti: colpisce i suoi legami” ha avvertito il Capo di Stato Maggiore. In questo contesto, l'Associazione Nazionale Bersaglieri è stata definita “presidio civile”, una rete di coesione che educa le nuove generazioni ai valori del servizio e mantiene viva la memoria collettiva.
La chiusura dell'intervento è stata affidata a un monito sul tempo presente: “La democrazia, la pace e la stabilità non sono conquiste definitive. Non si ereditano per sempre, ma vanno difese ogni giorno, con atti concreti.” Poi, rivolto direttamente ai Bersaglieri: “In un mondo che ha perso molti punti fermi, voi siete ancora uno di quelli che restano. E finché sarà così, l'Italia avrà qualcosa di solido su cui appoggiarsi”.
Alla cerimonia erano presenti: il Sottosegretario di Stato alla Difesa Sen. Isabella Rauti, il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Dott. Mauro Bordin, il Sindaco di Lignano Sabbiadoro Laura Giorgi, il Presidente dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, Gen. Giuseppe Nicola Tota e il Presidente della Sezione Regionale, Gen. Giuseppe Iacca.
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