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Il Generale Portolano al 161° anniversario delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa: “Il mare è sempre più uno spazio strategico”

Roma 21 lug 2026

Il Generale Portolano al 161° anniversario delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera
Il Generale Portolano al 161° anniversario delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera

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Centosessantuno anni di storia, servizio e dedizione al Paese. Un anniversario che rende omaggio alla tradizione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, celebrato oggi con una cerimonia presso la sede del Comando Generale a Roma. 
Nel corso dell’evento è intervenuto il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, che ha ripercorso la storia del Corpo, ricordando come le Capitanerie di Porto “fin dal 1865 hanno accompagnato le vicende della Nazione, consolidando il loro status militare e adattandosi costantemente ai cambiamenti del Paese e del contesto marittimo internazionale. Un percorso che ha permesso di garantire quella presenza capillare divenuta, negli anni, un punto di riferimento per il cittadino e le Istituzioni”.
 
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto e il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Sergio Liardo.
 
Richiamando il valore strategico del dominio marittimo, il Generale Portolano ha ribadito la centralità del mare per il Paese, affermando come la Nazione abbia “una forte connotazione marittima per geografia, per storia, per economia, per cultura e per vocazione strategica. I circa 8.000 chilometri di coste e gli oltre 100.000 km² di acque interne e territoriali - ha aggiunto - non rappresentano soltanto un dato geografico, ma una responsabilità permanente”.
 
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi evidenziato come il mare rappresenti uno spazio strategico essenziale per la sicurezza e la prosperità del Paese: “Sul mare transitano ogni giorno merci, persone, idee e opportunità. Lungo i suoi fondali corrono dorsali energetiche e digitali che insieme alimentano le filiere strategiche del sistema produttivo nazionale e la continuità dei servizi essenziali dello Stato”.
Un contesto nel quale assumono particolare rilievo gli effetti delle crisi internazionali sulle rotte marittime, come dimostra “quanto accade nello Stretto di Hormuz, un esempio emblematico di come una crisi regionale possa produrre effetti globali, e come anche l’eventuale chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb creerebbe ulteriori difficoltà al traffico marittimo internazionale dando luogo a una potenziale crisi sistemica i cui effetti graverebbero sul bacino del Mediterraneo”.
 
Di fronte a questo scenario, il Generale Portolano ha sottolineato la necessità di un approccio più ampio alla sicurezza: “Oggi anche in mare difesa e sicurezza ci chiedono una visione di Sistema Paese, che coinvolga tutte le Istituzioni, il mondo accademico, l’industria, i mass media, ma soprattutto ogni singolo cittadino italiano. La sicurezza nazionale non deve essere letta più secondo logiche compartimentate, separate, o verticali che affrontino in modo disgiunto economia, sviluppo, dimensione civile e dimensione militare. 
Ciò specialmente in tempi nei quali i principi e le regole del diritto internazionale del mare sono messi in discussione dal ritorno della competizione strategica tra gli Stati”.
 
Il Generale Portolano ha quindi richiamato l’importanza della tutela delle infrastrutture e delle attività marittime strategiche, sottolineando come “garantire la sicurezza dell’Italia oggi significa anche proteggere i cavi sottomarini e i flussi commerciali, vuol dire preservare la resilienza energetica e la stabilità sociale ed economica”.
 
In tale quadro si inserisce il ruolo del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, chiamato a coniugare competenze diverse e complementari: “Da una parte una realtà che sa coniugare funzioni amministrative e operative, dall’altra una realtà che, con le proprie forze e capacità, contribuisce alla resilienza dello strumento militare interforze e all’implementazione del piano militare di difesa nazionale, qualora richiesto”.
 
Rivolgendosi al personale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha espresso il suo vivo apprezzamento per un impegno quotidiano fondamentale per il Paese: “Il vostro lavoro è spesso svolto lontano dai riflettori e senza clamore, ma sempre con altissimo senso del dovere, spirito di servizio e professionalità nelle sale operative, sulle banchine, a bordo delle motovedette, presso le basi aeree, negli uffici marittimi, e in tutte quelle attività nelle quali operare richiede prontezza, lucidità e coraggio”.
 
Nel corso dell’evento sono state inoltre consegnate le onorificenze al personale del Corpo. 
La cerimonia si è conclusa con la lettura della Preghiera del Marinaio.

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