Difesa: cerimonia di rientro della Brigata "Sassari" dal Libano
Sassari 25 set 2026
Immagini messe a disposizione con licenza
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Dal fianco Est della NATO al Medio Oriente, dal Mar Rosso al Sahel fino al Golfo di Guinea: un arco di crisi lungo oltre diecimila chilometri, «al cui centro, geografico e strategico, si trova l’Italia».
È da questa immagine che il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha scelto di partire per accogliere in Piazza Italia a Sassari, alla presenza del Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto, i militari della Brigata “Sassari” rientrati dal Libano, al termine della missione UNIFIL.
Il messaggio è chiaro: «Le crisi non restano più confinate là dove nascono. Contribuire alla stabilità del nostro vicinato significa tutelare l’interesse nazionale».
Un quadro in cui le minacce assumono forme sempre nuove: violazioni dello spazio aereo, incursioni di droni, attacchi a infrastrutture critiche, fino alle operazioni cibernetiche e alla dimensione cognitiva, fatta di disinformazione e manipolazione delle informazioni. «Azioni diverse, ma con un unico scopo: generare paure, sfiducia, polarizzazione e disorientamento, ed erodere dall’interno la coesione delle nostre società».
Nessun allarmismo, ha precisato il Capo di SMD, ma la necessità è «leggere per tempo i segnali, rafforzare la nostra resilienza e contenere, insieme ai nostri alleati, le crisi là dove nascono».
In questa prospettiva si colloca l’impegno italiano in Libano. Il Generale Portolano, che di UNIFIL è stato Comandante e Capo missione, non ha eluso le critiche rivolte alla missione delle Nazioni Unite, presente nel Paese dal 1978: il limite «non è stato nel mandato, chiaro e adeguato, bensì in regole d’ingaggio che hanno ridotto l’efficacia della forza di pace». Invitando a un esercizio di realismo ha detto: «Proviamo a immaginare cosa sarebbe stato il Sud del Libano senza i Caschi Blu, e cosa potrebbe diventare domani senza un adeguato sostegno internazionale».
Un contributo che i Sassarini del contingente Leonte XXXIX hanno reso concreto sul terreno. Di fronte a una rapida ripresa delle ostilità, hanno garantito la continuità della missione, assolto il mandato e sono rimasti accanto alla popolazione libanese, per la quale la “pace” significa tornare al proprio villaggio, riaprire una bottega, mandare i figli a scuola «senza dover contare i giorni di calma», e sapere che la propria sicurezza è affidata «a istituzioni legittime, e non a chi pretende di sostituirsi ad esse con la forza».
Un impegno, ha proseguito il Generale, che ha accresciuto la credibilità dell’Italia presso alleati e partner: «Un riconoscimento che raccolgo di continuo nei consessi internazionali. Il merito è vostro».
Il rientro della Brigata coincide con un momento di svolta. Il mandato UNIFIL si concluderà il prossimo 31 dicembre, ma la comunità internazionale è già al lavoro per evitare vuoti di sicurezza e rafforzare le Forze Armate libanesi. L’Italia continuerà a sostenerle con la missione bilaterale MIBIL e con il Comitato Tecnico Militare per il Libano, che guida dal 2024.
Nel suo intervento, il Generale Portolano, già 40° Comandante della “Sassari”, ha reso omaggio ai Caduti, salutando i familiari del Caporal Maggiore Scelto Gianmarco Manca, caduto in Afghanistan, e del Caporal Maggiore Scelto Alessandro Pibiri, caduto in Iraq: «Non potrò mai dimenticare lo strazio di quei momenti, nei quali da Comandante ho dovuto comunicare di persona che un loro caro non avrebbe più fatto ritorno a casa».
Infine, dopo aver ringraziato il Comandante della Sassari, Generale di Brigata Andrea Fraticelli, e tutto il personale del contingente delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, il Capo di SMD si è rivolto ai “suoi” Dimonios unendosi al grido “FORZA PARIS”.