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Difesa: Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, alla Giornata della Marina

A Palermo la celebrazione della Festa della Marina Militare. Focus sulla centralità del Mediterraneo, la protezione delle infrastrutture sottomarine e l’evoluzione delle minacce globali

Palermo 10 giu 2026

creative commons creative commons creative commons Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED

Oggi 10 giugno 2026 si è tenuta a Palermo la Giornata della Marina Militare e contestualmente la consegna della bandiera di combattimento a Nave Schergat, Fregata Europea Multi Missione.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha preso parte alla cerimonia, alla presenza del Vice Presidente della Camera, On. Giorgio Mulè, del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, del Presidente della Regione, On. Renato Schifani, del Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto e di numerose autorità politiche, militari e civili intervenute.

La sicurezza del mare, la tutela delle infrastrutture strategiche e la necessità di rafforzare la cultura della Difesa sono stati i temi centrali dell’intervento del Generale Portolano in occasione della Giornata della Marina Militare.
Nel suo discorso, il Generale ha sottolineato che «celebrare la Festa della Marina Militare a Palermo significa riaffermare la centralità del mare per la sicurezza della Nazione», evidenziando il ruolo strategico del Mediterraneo per il commercio, l’energia e le comunicazioni globali. «L’85% delle merci globali viaggia via mare e l’intera stabilità del traffico commerciale dipende dalla sicurezza di pochi, fragili passaggi obbligati, i cosiddetti choke points strategici. Ben cinque di sette risiedono nel Mediterraneo allargato».

Al riguardo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che eventuali interruzioni delle rotte marittime potrebbero avere sull’economia globale, citando le tensioni nello Stretto di Hormuz e i rischi legati alla sicurezza del Bab el-Mandeb. In questo contesto ha ricordato il contributo della Marina Militare all’Operazione dell’Unione Europea Aspides, attiva da febbraio del 2024, per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso. Attualmente, nell’area opera Nave Rizzo con oltre 195 militari a bordo, ai quali ha rivolto un messaggio di ringraziamento e vicinanza, insieme a tutti i mariani attualmente impegnati in operazioni e attività addestrative nazionali e internazionali.

Il Generale Portolano ha posto particolare attenzione alla protezione delle infrastrutture sottomarine, considerate oggi elementi essenziali della sicurezza nazionale, «i fondali del Mediterraneo ospitano importanti gasdotti, come il transmed e il greenstream, che assicurano all’Italia, ogni anno, oltre 30 miliardi di metri cubi di gas, coprendo una parte rilevante del fabbisogno nazionale. Ma vi risiedono anche elettrodotti di interconnessione, con capacità che raggiungono i 2.000 megawatt, oltre a cavidotti in fibra ottica per la trasmissione dei dati, che garantiscono il transito di circa il 17% di tutto il traffico internet mondiale. Danneggiare queste reti, dunque, significa spegnere intere economie».

Nel corso del discorso è stato evidenziato come la protezione dei quasi 8.000 chilometri di coste italiane non sia sufficiente a garantire la sicurezza del Paese senza una visione più ampia che comprenda anche il territorio nazionale, le infrastrutture strategiche, i porti, gli aeroporti e le reti di comunicazione. Per questo motivo, la Difesa sta portando avanti un processo di adattamento dello strumento militare alle minacce emergenti, incluse quelle ibride e cognitive, e alle sfide provenienti dal cosiddetto “fianco sud” dell’Europa, caratterizzato da instabilità politica, pressione demografica, cambiamento climatico, terrorismo e traffici illeciti.

«Per essere credibili ed efficaci», ha continuato il Generale Portolano, «è necessario uno sforzo corale di tutta la Nazione che veda protagonisti molteplici attori, tra i quali il comparto industriale, il mondo della ricerca e dell’università, la pubblica amministrazione, i media, così come ogni singolo cittadino italiano. È necessario un rinnovamento culturale. Un impegno, questo, a cui contribuisce con determinazione anche la Difesa, con l’avvio del progetto per la diffusione della “cultura della Difesa”, quale parte integrante della cultura nazionale, fortemente voluto dal Ministro Crosetto».

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato il valore strategico degli investimenti nel settore della difesa. Ogni risorsa investita nella Difesa non dovrebbe essere considerata un costo, ma un investimento, ha affermato il Capo di Stato Maggiore, evidenziando la necessità di dotare il Paese di uno Strumento Militare multidominio capace di operare efficacemente nei domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico.

In ambito navale, il riferimento è andato alle nuove capacità sviluppate dalla Marina Militare, tra cui quelle per il controllo dell’ambiente subacqueo e la difesa dalle minacce balistiche e dai droni. Tra gli esempi citati, la nuova unità navale Spartaco Schergat, che per l’occasione ha ricevuto la Bandiera di Combattimento.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha poi concluso il suo intervento esprimendo gratitudine al personale della Marina Militare, riconoscendone il sacrificio, la professionalità e il senso del dovere e alle famiglie dei militari. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai veterani, definiti “colonna portante dello strumento militare”, per il contributo alla formazione delle nuove generazioni e alla trasmissione di competenze, tradizioni e valori.

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