Defence procurement, il Generale Portolano: “La deterrenza si costruisce anche attraverso la capacità industriale”
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa al 2° Forum dedicato alla prospettiva nazionale per una Difesa europea
Roma 20 ott 2026
Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED
Consolidare le capacità produttive nazionali, rafforzare la base industriale europea e trasformare gli investimenti in una reale prontezza operativa. È questa la sfida strategica al centro del 2° Forum “Defence procurement: la prospettiva nazionale per una Difesa europea”, al quale ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, alla presenza del Ministro Crosetto.
Nel suo intervento, il Generale Portolano ha sottolineato la necessità di orientare i processi di acquisizione alle esigenze operative e alle nuove sfide alla sicurezza, evidenziando il ruolo strategico del procurement nel tradurre gli investimenti in capacità concrete, sostenibili e disponibili nei tempi richiesti.
“La deterrenza non si misura più soltanto nella quantità e nella qualità dei sistemi d’arma, ma anche nella capacità industriale di sostenere nel tempo uno sforzo ad alta intensità”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, richiamando l’importanza di un sistema industriale in grado di garantire continuità produttiva, disponibilità di scorte e capacità di rispondere alle esigenze delle Forze Armate anche nelle situazioni più complesse.
In questo scenario, la cooperazione europea assume un ruolo centrale. Rafforzare la collaborazione tra i Paesi, valorizzare le competenze industriali nazionali e sviluppare capacità condivise significa contribuire a una Difesa europea più solida, riducendo le dipendenze strategiche dall’estero e favorendo un impiego più efficace delle risorse. Una collaborazione che deve tradursi in risultati concreti, capaci di rispondere alle effettive esigenze operative.
Un altro elemento centrale dell’intervento è stato il fattore tempo. La rapidità dei processi di acquisizione rappresenta una condizione essenziale per garantire alle Forze Armate mezzi e tecnologie adeguati alle necessità operative, in un contesto in cui le minacce evolvono rapidamente e i ritardi possono compromettere la capacità di risposta.
“Il tempo è divenuto esso stesso una capacità”, ha affermato il Generale Portolano, sottolineando come la prontezza operativa non coincida con una capacità semplicemente pianificata o finanziata, ma con ciò che è effettivamente disponibile alle Forze Armate quando necessario. Accelerare i processi non significa rinunciare al rigore, ma rendere le procedure più flessibili, competenti e orientate al risultato.
Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale il contributo coordinato di tutti gli attori coinvolti: la Difesa, chiamata a definire le esigenze operative; l’industria, che deve tradurle in capacità concrete; e il mondo della ricerca, che offre competenze e una visione di lungo periodo. Un dialogo strutturato tra queste realtà consente di anticipare le necessità, valorizzare le competenze disponibili e accompagnare lo sviluppo delle capacità future.
In questa prospettiva si inserisce il volume presentato in occasione del Forum, che rappresenta il risultato di un percorso avviato il 16 settembre 2025 con la prima edizione dell’iniziativa. La pubblicazione raccoglie le riflessioni e i contributi maturati attraverso il confronto tra la Difesa, l’industria nazionale e il mondo accademico e della ricerca, con l’obiettivo di individuare le priorità e le opportunità per rafforzare il sistema nazionale della Difesa nel più ampio contesto europeo.
“Questa pubblicazione non è la raccolta degli atti di un convegno, ma il frutto di un metodo: un confronto strutturato e continuo tra la Difesa, l’industria nazionale e il mondo della ricerca”, ha evidenziato il Generale Portolano, sottolineando il valore di una collaborazione stabile, capace di mettere a sistema esperienze e competenze differenti.
Per l’Italia, la sfida consiste nell’individuare gli ambiti nei quali esprimere le proprie eccellenze e trasformarle in un contributo concreto alla sicurezza europea e atlantica. L’autonomia strategica, in questa prospettiva, non significa necessariamente fare tutto da soli, ma disporre della capacità di compiere scelte consapevoli, valorizzare le competenze nazionali e collaborare con i partner per garantire la disponibilità delle capacità essenziali.
Il Forum conferma così l’importanza di un confronto continuativo tra istituzioni, industria e ricerca, finalizzato a rafforzare la resilienza del sistema Paese e a costruire uno strumento militare sempre più pronto a rispondere alle sfide future. L’obiettivo è superare una logica legata alla sola gestione delle emergenze, attraverso una pianificazione capace di coniugare investimenti, capacità produttive e necessità operative in una prospettiva di lungo periodo.
#UnaForzaperilPaese