Il Capo di Stato Maggiore della Difesa incontra il SACT della NATO
Deterrenza, innovazione e cooperazione tra Alleati al centro del confronto
Roma 22 lug 2026
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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha ricevuto oggi il Supreme Allied Commander Transformation (SACT) della NATO, Admiral Pierre Vandier, per un confronto sui principali temi della trasformazione dello Strumento Militare dell’Alleanza.
Nel corso del colloquio sono stati affrontati i principali dossier strategici legati alla deterrenza e alla difesa, al rafforzamento del Fianco Sud, allo sviluppo delle capacità militari attraverso l’integrazione tra piattaforme tradizionali (legacy) e tecnologie emergenti, all'innovazione e alla cooperazione tra gli Alleati.
Particolare attenzione è stata dedicata al NATO Defence Planning Process (NDPP), il processo di pianificazione della difesa della NATO. “Il NATO Defence Planning Process rappresenta il principale strumento per tradurre la visione strategica dell’Alleanza in capacità operative concrete. Le piattaforme tradizionali (legacy), che rimangono essenziali, devono evolvere attraverso l’integrazione con tecnologie emergenti e dirompenti, assicurando un mix di forze più efficace, equilibrato e adattabile”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa.
L’incontro ha inoltre consentito di valorizzare il contributo dell’Italia al processo di trasformazione della NATO e la consolidata collaborazione con l’Allied Command Transformation (ACT). In tale contesto è stata richiamata l’esperienza di Task Force X CentMed, quale esempio di integrazione tra innovazione, sperimentazione operativa e cooperazione multinazionale, insieme alle attività di sviluppo che proseguono nell'area del Mediterraneo. Il Generale Portolano ha confermato l'impegno dell’Italia nel “contribuire in modo concreto allo sviluppo delle capacità della NATO e al consolidamento della sicurezza collettiva”.
Tra gli argomenti affrontati anche gli attuali scenarilungo il Fianco orientale e l’impatto sul processo di trasformazione dell’Alleanza. “Le lezioni apprese dai conflitti contemporanei – ha sottolineato il Generale Portolano – devono guidare la nostra evoluzione. Dobbiamo sviluppare uno strumento militare capace di integrare efficacemente innovazione, digitalizzazione e capacità tradizionali, mantenendo la superiorità operativa e l'interoperabilità all'interno dell’Alleanza”.
Il colloquio ha inoltre confermato la rilevanza strategica del Fianco Sud per la sicurezza dell’Alleanza. In tale ambito è stata evidenziata l’importanza di intensificare il dialogo e la collaborazione con i Paesi partner attraverso iniziative di addestramento, sviluppo delle capacità e cooperazione nei settori della sicurezza marittima, della resilienza, della protezione delle infrastrutture critiche e del contrasto alle minacce ibride e cibernetiche. “La sicurezza dell'area euro-mediterranea rappresenta una priorità strategica. Rafforzare la cooperazione con i partner del Fianco Sud significa accrescere la stabilità regionale e contribuire in modo concreto alla sicurezza collettiva dell'Alleanza”, ha evidenziato il Generale Portolano.
In conclusione, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha ribadito come la trasformazione delle Forze Armate richieda un parallelo percorso evolutivo dell'industria della difesa, sostenuto dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie emergenti: “In questa prospettiva, lo Scudo Nazionale rappresenta una visione integrata e resiliente per affrontare le sfide multidominio del futuro”.
L’incontro si inserisce nel quadro della consolidata cooperazione tra lo Stato Maggiore della Difesa e l’Allied Command Transformation, finalizzata a promuovere l’innovazione, potenziare l'interoperabilità e sviluppare capacità militari sempre più efficaci, integrate e pronte ad affrontare le sfide del futuro.