1ed5fef7-e228-4f00-980d-2e72c7e88cc4

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al Comitato Militare della NATO

Bruxelles 23 gen 2026

Il Capo di SMD, Generale Luciano Portolano, al Comitato Militare della NATO (foto NATO)
Il Capo di SMD, Generale Luciano Portolano, al Comitato Militare della NATO (foto NATO)

creative commons creative commons creative commons Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha preso parte al Military Committee in Chiefs of Defence Session (MCCS) che si è svolto il 21 e 22 gennaio 2026, a Bruxelles, presso il Quartier Generale della NATO. 

I lavori sono iniziati con una valutazione dei progressi compiuti nel processo di adattamento e rafforzamento della postura di difesa e deterrenza dell’Alleanza Atlantica. I Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi membri hanno confermato l’impegno a concentrare gli sforzi sulla prontezza operativa dei rispettivi strumenti militari, anche attraverso la piena disponibilità di dotazioni d’arma, capacità d’impiego e sostenibilità logistica. In tale quadro si inseriscono anche le iniziative avviate dalla NATO per trarre vantaggio dalle emerging and disruptive technologies che influenzano gli odierni scenari operativi, generando, al contempo, nuove minacce ma anche nuove opportunità.

Il Generale Portolano è intervenuto veicolando la determinazione dell’Italia a onorare gli impegni assunti in seno all’Alleanza. Con riferimento all’ottimizzazione delle procedure di difesa aerea e missilistica integrata, ha evidenziato la necessità di preservare il giusto equilibrio tra la prontezza della risposta militare della NATO e il controllo dell’autorità politica. «Per assicurare adeguata sostenibilità dei piani di difesa e deterrenza della NATO – ha proseguito – è necessario un allineamento dei piani di rump up industriale di ciascuno Stato membro, anche nell’ottica di una riduzione della dipendenza da altri paesi esterni all’Alleanza». 

In linea con le prospettive espresse dal livello politico, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha condiviso l’importanza che l’Italia attribuisce all’Artico e l’esigenza di prevenire interferenze di potenziali attori ostili, purché le connesse attività siano condotte in seno all’Alleanza Atlantica.
Inoltre, ha richiamato l’esigenza di rivolgere la necessaria attenzione anche alle aree sensibili dei Balcani, del Medio Oriente e del Fianco Sud dell’Alleanza, dove le sfide di oggi, apparentemente in secondo piano, rischiano di coglierci impreparati nel prossimo futuro.

Hanno partecipato alla seconda giornata di lavori anche i Paesi partner dell’Indo-Pacifico (IP4): Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Repubblica di Corea. Il quadrante Indo‑Pacifico è sempre più interconnesso con le dinamiche dell’area euro‑atlantica. In questo contesto, la cooperazione militare e industriale tra i partner IP4 e la NATO rappresenta un elemento chiave per consolidare l’approccio multilaterale dell’Alleanza alle questioni di sicurezza.

In tale ottica, la NATO promuove la cooperazione con un’ampia gamma di attori e organizzazioni internazionali. Al riguardo, il Generale Portolano ha sostenuto l’esigenza di aggiornare la strategia della NATO sulla partnership, allo scopo di migliorare le capacità operative dei Paesi partner e rafforzare il processo di integrazione con l’Alleanza Atlantica. 

Il dibattito strategico-militare ha riguardato anche il supporto all’Ucraina, attraverso le iniziative NATO Security Assistance and Training for Ukraine (NSATU) e Joint Analysis Training and Education Centre (JATEC). Il Generale Portolano ha ribadito che la Difesa italiana continuerà a fornire il proprio supporto all’Ucraina sia in ambito bilaterale che multilaterale. Nel corso delle sessioni hanno trovato spazio anche le prospettive future del partenariato con la Georgia e la revisione della NATO Military Strategy. 

Il Generale Portolano, dopo aver incontrato l’Ambasciatore italiano presso la NATO, Alessandro Azzoni, ha condotto incontri bilaterali con i suoi omologhi turco, francese, tedesco, georgiano e con il Vice Comandante del NATO Allied Command Transformation, Generale di Squadra Aerea Aurelio Colagrande, per discutere di supporto all’Ucraina, difesa e deterrenza sul continente europeo, scenario post UNIFIL in Libano e sicurezza del bacino mediterraneo.

 

Military Committee

Il Military Committee (MC) è la massima autorità militare della NATO ed è l’organo permanente più antico dell’Alleanza dopo il Consiglio del Nord Atlantico. Rappresenta la principale fonte di consulenza militare per il Consiglio e fornisce direttive ai due Comandanti Strategici: Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) e Supreme Allied Commander Transformation (SACT).
Il Military Committee in Chiefs of Defence Session (MCCS) è il consesso dei Capi di Stato Maggiore della Difesa dei 32 Paesi Membri, presieduto dal Chairman Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Si riunisce tre volte l’anno per fornire consulenza militare al Consiglio del Nord Atlantico e agli altri organismi politici dell’Alleanza.

#UnaForzaperilPaese CHOD NATO
Operazioni militari

L'impegno dell'Italia per la sicurezza

I dettagli di tutte le operazioni nazionali e internazionali in corso e il riepilogo di quelle concluse.

Tutte le operazioni militari