Difesa: il Capo di Stato Maggiore della Difesa al 165° anniversario dell’Esercito Italiano
L’Aquila 05 mag 2026
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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha partecipato oggi alle celebrazioni per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, svoltesi alla presenza del Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, del Sottosegretario di Stato Sen. Isabella Rauti, del Presidente della 3^ Commissione Esteri e Difesa del Senato Sen. Maurizio Gasparri, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello e di numerose autorità politiche, civili, militari e religiose.
Al centro dell’intervento del Generale Portolano un messaggio netto e profondo: la democrazia, la stabilità e la pace non sono conquiste definitive.
Non si ereditano per sempre, ma si difendono giorno dopo giorno, con atti concreti fatti di scelte difficili, rinunce personali e un senso del dovere che non conosce confini.
E in ogni epoca, la differenza la fa sempre e soltanto l’uomo.
In un contesto in cui droni, satelliti, reti cibernetiche e intelligenza artificiale trasformano rapidamente i modi di operare, il Capo di SMD ha ribadito con forza che nessun sistema tecnologico potrà mai sostituire la capacità di giudizio, di empatia e di discernimento morale del soldato.
È proprio questa umanità la cifra distintiva del soldato italiano: la qualità profonda che gli consente di operare — in Italia come nei teatri esteri — da presenza viva e responsabile in mezzo alle popolazioni locali, «con quella dignità e quella professionalità fatta di senso dell’onore, spirito di sacrificio, attaccamento al Tricolore e amore verso la Patria», come ha affermato il Generale Portolano.
Investire nella formazione e nell’addestramento continuo e realistico del personale militare resta dunque una priorità irrinunciabile: non solo come preparazione al combattimento, ma come forma autentica di rispetto verso chi sceglie, liberamente e consapevolmente, di mettere a rischio la propria vita al servizio della collettività.
Un soldato pronto è un soldato capace di rispondere a qualsiasi scenario, dalla difesa del territorio nazionale al sostegno alla stabilità internazionale, dal supporto all’ordine pubblico al soccorso delle popolazioni colpite da calamità — portando sempre, insieme alle competenze, la grande umanità di chi sa stare accanto alle persone nei momenti più difficili.
Lo testimoniano 165 anni di storia, nel corso dei quali l’Esercito ha saputo essere presente in ogni vicenda che ha segnato il Paese, risultando determinante non solo nell’emergenza del terremoto dell’Aquila, ma anche nel lungo cammino della ricostruzione. Espressione autentica di un’istituzione che opera al servizio dell’Italia e degli italiani
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