Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, alla Cerimonia di Giuramento e conferimento degli Alamari agli Allievi Marescialli del 15° corso triennale
15° corso triennale intitolato al Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi M.O.V.C. "alla memoria" e Medaglia d’Oro di Vittima del terrorismo
Firenze 08 mag 2026
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Nella mattinata dell’8 maggio 2026, presso la Caserma intitolata al “Maresciallo Maggiore M.O.V.M. Felice Maritano” — sede della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri — si è svolta la solenne cerimonia di Giuramento degli Allievi Marescialli frequentatori del primo anno del 15° corso Oreste Leonardi.
La cerimonia è stata presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza del Ministro della Difesa Guido Crosetto, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.
Nel suo intervento, il Generale Portolano ha sottolineato il valore profondo del momento: «Il Giuramento prestato alla presenza del Signor Presidente della Repubblica imprime a questo giorno un sigillo indelebile, che vi accompagnerà per tutta la vita. Non si tratta di una semplice formula, ma di un’assunzione di responsabilità davanti alla Nazione intera, che vi guiderà soprattutto nei momenti più difficili, quelli in cui fare il proprio dovere significherà rischiare, sacrificarsi, servire — sul territorio nazionale come all’estero».
Al centro del discorso, un messaggio di leadership rivolto ai futuri Comandanti di Stazione: il valore dei piccoli gruppi come motore reale di ogni organizzazione efficace. «I piccoli team sono il luogo dove vengono prese le decisioni più rapide, dove nascono le intuizioni più originali, dove si costruisce la fiducia più solida», ha affermato il Capo di SMD, rovesciando la convinzione comune che identifica la forza con le grandi strutture. Un’organizzazione efficace, ha precisato, non vale la somma delle sue parti, ma la qualità dei legami che le tengono unite.
Il Generale Portolano ha poi tracciato il profilo del Sottufficiale ideale, richiamando l’equilibrio tra autonomia e disciplina, tra iniziativa e obbedienza, tra umanità e rigore: «È proprio questo equilibrio a rendere il Sottufficiale un modello di efficienza per l’intera struttura della Difesa. Qualità preziose, che si fondano su una base di valori, tradizioni e competenze professionali tipiche dell’essere militare». Con la consegna degli alamari, ha aggiunto, quegli elementi distintivi «prendono finalmente forma. Dicono qualcosa di voi prima ancora che parliate: dicono che avete scelto l’Arma, e con essa le Forze Armate. Dicono che avete accettato disciplina, gerarchia ed etica — non come vincoli, ma come elementi fondanti della vostra identità».
Il Capo di SMD ha poi delineato un profilo ampio e articolato del Maresciallo dei Carabinieri: figura capace di operare nel controllo del territorio e nelle investigazioni sulla criminalità organizzata e sul terrorismo, nel contrasto ai reati ambientali e contro il patrimonio culturale, ma anche proiettata ben oltre i confini nazionali — dal Nord Europa all’Africa subsahariana, dal Mediterraneo al Medio Oriente.
Un momento di raccoglimento e commozione ha segnato la parte conclusiva della cerimonia. Il Generale Portolano ha voluto ricordare gli ultimi caduti in servizio: il Sottotenente Marco Piffari, il Maresciallo Valerio Daprà e l’Appuntato Scelto Davide Bernardello, deceduti nell’ottobre 2025 durante un’operazione di polizia. Un omaggio doveroso, che ha ricordato agli allievi il peso reale della scelta compiuta e il valore di chi li ha preceduti.
Il discorso si è chiuso con parole destinate a restare impresse: «In silenzio, con i fatti, per tutta la vita». Una sintesi dell’etica militare che trasforma il giuramento da formula solenne a impegno quotidiano e concreto verso la collettività e le istituzioni della Repubblica.
#UnaForzaperilPaese CHOD CARABINIERI