Bosnia-Erzegovina: Quick Response 2026 testa la capacità di rafforzare rapidamente la missione EUFOR ALTHEA
Unità già presenti nel Paese, paracadutisti giunti dall’Italia e mezzi trasferiti via mare hanno operato insieme nell’esercitazione annuale della missione europea
Mostar 03 set 2026
Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED
Dal 22 agosto al 3 settembre, EUFOR ALTHEA, l’operazione militare dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, al comando del Generale di Divisione Maurizio Fronda, ha condotto in diverse aree del Paese l’esercitazione Quick Response 2026. L’attività ha coinvolto militari di 24 nazioni per verificare la capacità della missione di rafforzare rapidamente le forze già presenti sul territorio in caso di crisi e continuare a contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e protetto.
Durante l’esercitazione, le unità di EUFOR hanno operato insieme ai reparti di rinforzo arrivati dai Paesi partecipanti. L’obiettivo era verificare non solo la rapidità del loro arrivo, ma anche la capacità di renderli operativi in tempi brevi insieme alle forze già schierate, secondo procedure comuni.
La Difesa ha contribuito con il Multinational Battalion, unità di EUFOR a guida italiana, che ha partecipato alle attività con una compagnia del 151° Reggimento fanteria “Sassari”. Tra gli scenari affrontati, la messa in sicurezza di depositi di munizioni e l’evacuazione di personale da aree considerate a rischio. Una compagnia del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” ha invece raggiunto la Bosnia-Erzegovina mediante un aviolancio da un velivolo dell’Aeronautica Militare. L’attività ha consentito di verificare la rapidità con cui un reparto proveniente dall’Italia può raggiungere il Paese e operare insieme alle unità già presenti.
La verifica ha riguardato anche il trasferimento di mezzi e materiali. Nave San Giorgio della Marina Militare ha trasportato via mare quelli dell’Esercito Italiano, consentendo di verificare una modalità alternativa e complementare al trasporto aereo per sostenere l’arrivo di ulteriori forze nel Paese.
La fase conclusiva, svolta a Mostar, ha riunito in un unico scenario alcune delle attività condotte nei giorni precedenti: aviolancio di personale, intervento delle unità sul terreno, soccorso dei feriti ed evacuazione sanitaria con elicotteri.
Quick Response 2026 ha così verificato l’intero processo attraverso il quale EUFOR può rafforzare la propria presenza in Bosnia-Erzegovina: dall’arrivo di ulteriori unità, mezzi e materiali al loro impiego insieme alle forze multinazionali già presenti nel Paese.
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