La Nostra Storia
Il presente quadro mira a ricostruire il percorso compiuto dall’apparato Tecnico-Amministrativo del Dicastero della Difesa negli ultimi 100 anni, fino ad arrivare agli attuali Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti.
Dal 1915 al 1920
La Prima Guerra Mondiale, pur nella sua estrema drammaticità, rappresentò una svolta epocale per la scienza strategica e per la dottrina militare.
Durante i tre anni di guerra dell’Italia si fecero strada nuovi, rivoluzionari sistemi d’arma come l’aeroplano (impiegato per la prima volta dagli italiani nella guerra italo-turca) e il carro armato, quest’ultimo protagonista delle battaglie sul fronte occidentale dal 1916. L’armamento chimico-biologico, inoltre, divenne un micidiale mezzo offensivo. Ne conseguì che il volume di materie prime e semilavorati da fornire all’industria bellica assunse proporzioni senza precedenti, unitamente all’esigenza di sviluppare un know how tale da contrastare, con efficacia, i ritrovati tecnologici delle nazioni avversarie.
Con Regio Decreto n. 1065, il 9 luglio 1915 vennero quindi istituiti il Comitato Supremo per i Rifornimenti di Armi e Munizioni e il Sottosegretariato di Stato delle Armi e delle Munizioni presso il Ministero della Guerra. A capo del Sottosegretariato fu posto il Generale Alfredo Dallolio, il quale chiese ed ottenne che il Sottosegretariato fosse l’esclusivo destinatario della responsabilità di provvedere a tutto ciò che riguardava il munizionamento, l’armamento ed i servizi aeronautici dell’Esercito e della Marina, in base ai programmi stabiliti dai rispettivi Ministeri. L’opera condotta dal Generale e dal suo Dicastero fu determinante per la vittoria del Regno d’Italia nella Grande Guerra.
Dal primo dopoguerra alla 2° Guerra Mondiale
La fine del conflitto segnò un drastico calo della domanda di materiale bellico, ragion per cui fabbriche ed opifici di armi ed equipaggiamenti furono riconvertiti o chiusi. L’apparato industriale, che aveva incessantemente lavorato per sostenere le Regie Forze Armate, andava dunque ridimensionato e riorganizzato.
Un primo passo in questa direzione fu fatto dal Governo Mussolini, nominando il Generale Dallolio Presidente del Comitato per la Preparazione della Mobilitazione Civile. L’alto ufficiale contribuì inoltre alla Legge 969 del 1925 “Organizzazione della Nazione per la Guerra”, cui seguì la costituzione di due nuovi istituti, la Commissione Suprema Difesa (1928) e il Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra (COGEFAG, 1935).
Compito del COGEFAG era quello di ricevere e classificare tutte le richieste dei vari Enti, controllandone la rispondenza alle partite di materie prime assegnate e seguendone, successivamente, la distribuzione. Con un solo, non trascurabile limite: era estraneo al controllo della produzione.
Tra ricostruzione e NATO
Nel secondo dopoguerra la riorganizzazione e la trasformazione delle FFAA Italiane avvenne soprattutto nell’ottica di adesione dell’Alleanza Atlantica, costituitasi nel 1949 e di cui l’Italia fu Paese fondatore. Nel frattempo, il Decreto del Capo Provvisorio dello Stato del 4 febbraio 19147, n. 17, riunì in un unico Ministero della Difesa i Ministeri della Guerra, della Marina e dell’Aeronautica. Nel caso del Ministero della Guerra l’esigenza si legava anche al nuovo ruolo dei militari italiani: non più forze aggressive ma garanti dei valori e dei dettami costituzionali. Dunque, Ministero della Difesa.
Un’integrazione del suddetto Decreto (10 maggio 1947 n. 306), permise poi l’istituzione di tre Segretari Generali, uno per F.A.
Dal 1965 al 1978
Nei primi anni ’60, giunse a maturazione l’idea di razionalizzare l’area tecnico-amministrativa della Difesa, creando un solo organismo in grado di assicurare unitarietà gestionale nei campi economico, finanziario e produttivo.
Il Decreto del Presidente della Repubblica del 18 Novembre 1965, n. 1478, riorganizzò il settore in un’unica area tecnico-amministrativa interforze, al cui vertice fu posto un solo Segretario Generale con il compito di svolgere azione di guida, direzione e coordinamento di tutte le attività tecnico-amministrative imprimendo, altresì, concreta attuazione agli indirizzi politici e programmatici indicati dal Ministro e coordinando gli affari e gli atti amministrativi svolti dalle Direzioni Generali e dagli Uffici centrali interforze.
La nomina avveniva tramite decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e su proposta del Titolare del Dicastero Difesa.
Per l’assolvimento dei nuovi compiti, il Segretario Generale della Difesa poteva disporre di un’apposita struttura, articolata su un organico di circa 6500 dipendenti.
Dal 1978 al 1997
Con l’approvazione del Decreto Ministeriale del 24 novembre 1978, il Ministro della Difesa stabilì che “il Segretario Generale del Ministero della Difesa, ferme restando le attribuzioni già sancite, assume anche le funzioni di Direttore Nazionale degli Armamenti”. In quanto tale, i suoi compiti risultarono notevolmente ampliati:
- fornire consulenza e collaborazione al Comitato dei Capi di Stato Maggiore in materia di ricerca, sviluppo, produzione e approvvigionamento di mezzi e materiali, con l’obiettivo di evitare duplicazioni di iniziative e dispendio di risorse;
- Segue lo stato di avanzamento dei progetti interforze e di Forza Armata, coordinando tutti i programmi di acquisizione all’estero e le commesse affidate all’industria nazionale;
- Svolge le opportune azioni di coordinamento nel campo della politica economica, industriale, tecnica e scientifica del sistema Paese, mantenendo i collegamenti con gli Stati Maggiori, le Direzioni Generali, i Dicasteri interessati e i massimi centri della cultura tecnologica della Nazione;
- Orienta l’industria nazionale nei settori della ricerca e dello studio, sulla base delle esigenze e dei programmi di ammodernamento dello strumento militare, curando, in particolare, gli indispensabili rapporti di cooperazione con i competenti organi dei Paesi alleati.
Dal 1997 ai giorni nostri
La legge 18 febbraio 1997 n.25, recante norme sulla ristrutturazione dei vertici militari, compie una decisa ed efficace semplificazione dell’assetto strutturale della Difesa, ponendo alle dirette dipendenze del Ministro:
- Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, responsabile dell’attuazione delle direttive in materia di pianificazione, sostegno logistico, addestramento, assegnazione dei fondi e impiego dello strumento operativo nazionale e del personale delle Forze Armate;
- Il Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, responsabile dell’attuazione delle direttive in materia di alta amministrazione e, più in generale, dell’organizzazione e del funzionamento dell’intero comparto Tecnico-Amministrativo e Industriale del Ministero della Difesa.
La struttura del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti scaturita dalla riforma dei vertici del 1997, fino all’ulteriore e consistente evoluzione organizzativa degli anni 2023-2024, ha accorpato le unità organizzative per funzioni omogenee, ottimizzando l’impiego delle risorse. Ha comportato, inoltre, un sensibile snellimento delle procedure burocratiche, una profonda riorganizzazione della componente industriale della Difesa e di quella di sostegno tecnico-logistico (arsenali, stabilimenti di produzione e di manutenzione), l’introduzione di moderni strumenti gestionali e contabili (quali la creazione di un unico Centro di Responsabilità Amministrativa) e un forte impulso alla valorizzazione del personale civile.
Il 20 giugno 2024, il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) n. 99, che apporta significative modifiche al Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di Ordinamento Militare (TUOM).
In particolare, il DPCM 99/24 ha sancito la separazione dei ruoli di Segretario Generale della Difesa e di Direttore Nazionale degli Armamenti, avviata dal Decreto Legge n. 75 del giugno 2023, al fine di garantire un’efficace e pronta risposta dell’Amministrazione della Difesa alle sfide globali.