874bbf07-73b4-47f3-9f8c-2a84da48151e

I Processi

Processo di Norimberga Fonte aperta 

QUADRO SINTETICO DEI PRINCIPALI PROCESSI CELEBRATI IN ITALIA DAGLI ALLEATI 

Processo al Feldmaresciallo Albert KESSELRING (comandante in capo Fronte sud-ovest) Venezia, 8.2.1947 – 6.5.1947, con imputazione elevata anche per i fatti delle “Fosse Ardeatine”. Esito: condanna a morte, poi la pena fu commutata in ergastolo e poi ancora ridotta a 22 anni di reclusione. Di fatto Kesselring fu scarcerato nel 1952, dopo 6 anni dalla sentenza; processo al generale SS Max SIMON (comandante 16. SS Panzergrenadier Division “Reichsführer–SS”) Padova, 26 giugno 1947, con molti capi di imputazione per vari fatti commessi in Toscana ed Emilia-Romagna, fra cui anche la strage di Sant’Anna di Stazzema. Esito: condanna a morte e poi graziato; processo al generale Edward Peter CRASEMANN (comandante 26. Panzergrenadier Division) Padova 13 maggio 1947, con imputazione “per negligenza” per la strage del padule di Fucecchio. Esito: condannato a 10 anni di reclusione, con pena poi ridotta. Processo al generale SS Willy TENSFELD, giudicato da una Corte Militare Britannica a Padova nell’ aprile del 1947 per crimini commessi nel nord Italia soprattutto in Val d’Ossola. Esito: assoluzione. Processo ai generali Eberhard von MACKENSEN (comandante della XIV Armata) e Kurt MÄLZER (comandante della piazza militare di Roma) Roma, 18–20 novembre 1946 con imputazione per i fatti delle “Fosse Ardeatine”. Esito: condanna a morte; pena commutata dapprima in ergastolo e poi annullata.

 

I PROCESSI DEGLI ALLEATI 

20 ottobre 1943 – si costituisce la United Nations War Crimes Commission – Unwcc fra 17 stati: USA, Australia, Belgio, Cina, Canada, Gran Bretagna, Francia, Cecoslovacchia, Olanda, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Svezia, Polonia, Grecia, Norvegia, India e Jugoslavia. 

Dopo l’iniziale decisione (dichiarazione di Mosca dell’ottobre 1943), di ricondurre i presunti colpevoli di crimini di guerra nei luoghi ove i crimini erano stati commessi, per essere giudicati dalla giustizia locale dei paesi che avevano subito concretamente il danno, successivamente si decise di predisporre appositi apparati giudiziari internazionali per affidare i processi contro i criminali di guerra a corti giudicanti alleate, riservando una buona parte della giurisdizione sui crimini commessi dai nazisti, o comunque dai responsabili delle potenze soccombenti come i giapponesi, a corti speciali di giustizia internazionale. 

Pertanto, furono costituite varie corti militari di giustizia 

 

 

Tribunale Militare Internazionale di Norimberga 

Accordo di Londra del 8 agosto 1945 fra Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica, per sottoporre a giudizio e punire i grandi criminali di guerra delle Potenze europee dell’Asse 

 

 

Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente di Tokio 

Tokio, 19 gennaio 1946 – Bando del Comandante Supremo delle Forze Alleate, per giudicare le persone accusate di violazioni implicanti crimini contro la pace. 

 

 

Altri tribunali militari 

Alleati sia in Italia che in altri paesi d’Europa, segnatamente in Germania, tra il 1946 e il 1950, questi tribunali processarono centinaia di criminali di guerra tedeschi. Per l’Italia, gli alleati in un primo tempo ritennero che fosse opportuno celebrare due grandi processi: l’uno, per il caso delle Fosse ardeatine a Roma (335 vittime) e l’altro, invece, di grande impatto mediatico, avrebbe riguardato vari ufficiali di grado elevato (generali comandanti di armata e di corpo d’armata), che avevano partecipato all’organizzazione delle operazioni che avevano portato alle atrocità e ai massacri di popolazione civile italiana. 

In realtà, poi si rinunciò all’allestimento di quest’ultimo grande processo e si procedette a processare soltanto i generali Mackensen e Mälzer per la strage delle Fosse Ardeatine e a celebrare singolarmente pochi processi contro alcuni criminali di guerra tedeschi.