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TASK FORCE X-CENTMED: conclusa la prima parte della sperimentazione NATO guidata dallo Stato Maggiore della Difesa

Puglia 28 lug 2026

TASK FORCE X-CENTMED: conclusa la prima parte della sperimentazione NATO guidata dallo Stato Maggiore della Difesa
TASK FORCE X-CENTMED: conclusa la prima parte della sperimentazione NATO guidata dallo Stato Maggiore della Difesa

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CC BY-NC-SA 4.0 DEED

Si è conclusa, con una dimostrazione alla presenza del vertice politico e militare della Difesa, la prima fase della Task Force X – Central Mediterranean, l’iniziativa sviluppata dal NATO Allied Command Transformation e guidata dallo Stato Maggiore della Difesa che, dal 22 giugno, ha trasformato la Puglia e il settore meridionale dell’Adriatico in uno dei più avanzati laboratori di sperimentazione operativa dell’Alleanza.

Per la prima volta, tutte le componenti della Difesa, il comparto industriale e i Paesi Alleati hanno agito all’interno di un’unica architettura di Comando e Controllo multidominio, operante dalla dimensione subacquea sino al domino spaziale e cyber.

 

 

I numeri restituiscono la dimensione dell’iniziativa: oltre 1.330 partecipanti tra Difesa, industria, NATO e Paesi Alleati hanno animato le attività, durante le quali 83 sistemi militari e industriali sono stati integrati nei sistemi di Battle Management e di Comando e Controllo. Gli assetti aerei a pilotaggio remoto hanno condotto più di 200 sortite per un totale di 170 ore di volo; i mezzi navali uncrewed hanno perlustrato circa 1.900 miglia nautiche mentre quelli terrestri hanno percorso circa 200 km e l’architettura digitale ha veicolato, verso ciascun sistema di Comando e Controllo, un flusso di circa 3,5 Tb di dati al giorno, che danno la misura della densità informativa gestita in tempo reale.

Un risultato che conferma la validità del modello di collaborazione tra Forze Armate, comparto industriale e Alleanza. Le soluzioni sviluppate e validate congiuntamente costituiranno la base delle successive fasi di sperimentazione, previste già a partire dal prossimo autunno.

Il Contributo delle Forze Armate

Esercito Italiano

Nel corso della sperimentazione Task Force X-CentMed, le attività sviluppate da assetti dell’Esercito Italiano sono state coordinate dal 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”, che ha operato principalmente lungo due direttrici principali. In ambito operativo ha esteso la “Combat Dome”, un’architettura di sistemi e piattaforme complementari, interconnessi e digitalmente integrati, capace di estendere le capacità terrestri in tutti i domini del campo di battaglia, fino al livello Joint e NATO, assicurando la condivisione in tempo reale della Common Operational Picture a livello interforze e alleato. Parallelamente, ha condotto la valutazione e l’integrazione nei sistemi di gestione del campo di battaglia dell’Esercito di tecnologie uncrewed, CEMA e Space di nuova generazione, sviluppate da aziende nazionali e internazionali, contribuendo alla loro validazione in un contesto operativo realistico. Per l’Esercito Italiano hanno inoltre preso parte all’attività il Reparto Tecnico Elettronico (RTE), il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, l’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore”, l’11° Reggimento Trasmissioni, il CFTIO del Comando Artiglieria, il Centro di Eccellenza C-IED, il 17° Reggimento Artiglieria Controaerei e il Reparto Supporto Operativo alla Guerra Elettronica.

Marina Militare

Con l’attività Task Force X-CentMed, la Marina Militare ha consolidato la transizione verso una sinergia multi-dominio, testando l'integrazione avanzata tra piattaforme tradizionali e sistemi autonomi. In questo contesto, nave San Giorgio è stata riconfigurata come "Drone Carrier", facilitando l'interazione diretta sul campo tra sviluppatori tecnologici ed equipaggi operativi e accelerando l'innovazione in scenari ibridi. Tali evidenze alimentano un framework operativo orientato a produrre effetti concreti: sorveglianza, tracciamento, intercetto e supporto decisionale tramite l'impiego coordinato di sistemi autonomi, intelligenza artificiale e architetture di comando e controllo. La sperimentazione ha così permesso non solo di validare i mezzi, ma di addestrare gli algoritmi e il personale, trasformando l'innovazione tecnologica in capacità operative concrete per lo strumento aeronavale.

Aeronautica Militare

L’Aeronautica Militare ha rischierato a Torre Veneri personale del Centro di Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto (CDE APR), che ha ricoperto il ruolo di cabina di regia per le attività di Forza Armata e messo a disposizione una serie di sistemi a pilotaggio remoto di classe mini/micro per condurre e validare un'ampia gamma di attività ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). Il 36° Stormo di Gioia del Colle ha ospitato velivoli e personale del 4° Stormo e della 46a Brigata Aerea, che hanno contribuito alle attività insieme al 32° Stormo di Amendola. I caccia Eurofighter e F-35 hanno operato come potenti sensori ad alta quota e strumenti di difesa fondamentali per individuare e neutralizzare minacce in volo, mentre la 46ª Brigata Aerea di Pisa ha schierato un velivolo C-27J nella configurazione JEDI (Jamming and Electronic Defense Instrumentation), con equipaggio integrato da operatori del Reparto Supporto Tecnico Operativo Guerra Elettronica (Re.S.T.O.G.E.) che, operando come un vero e proprio scudo elettronico, è in grado di captare, localizzare e neutralizzare minacce in radiofrequenza, bloccando, ad esempio, l'attivazione a distanza di ordigni esplosivi improvvisati o altre minacce in volo.

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