Esercitazione “Orion 26”
Simulazione di difesa reattiva in conflitti ad alta intensità
Francia 15 mag 2026
Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED
Si è conclusa l’esercitazione interforze “Orion 26”, condotta in Francia con il coinvolgimento complessivo di 24 Nazioni alleate, che ha visto la partecipazione di personale dell’11° Reggimento Bersaglieri, del 132° Reggimento carri e del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°), nonché il contributo della Marina Militare che dal 10 al 19 febbraio con Nave Doria e Nave San Giusto, quest’ultima con a bordo personale della Brigata Marina San Marco (BMSM) e del Reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano, nell’ambito delle capacità nazionali di proiezione anfibia dal mare.
L’attività addestrativa si è sviluppata in più fasi, integrando componente terrestre, navale, anfibia, aerea e cyber; nel dominio marittimo, Nave Doria è stata aggregata al Carrier Strike Group francese imperniato sulla portaerei Charles de Gaulle, contribuendo alle attività aeronavali e di integrazione multinazionale nel quadro del Littoral Expeditionary Group 2026 (LEG 26). Parallelamente, Nave San Giusto ha assicurato capacità di comando e controllo, supporto logistico e proiezione anfibia, in attività operative e addestrative integrate con le forze francesi e alleate.
La partecipazione della Marina Militare ha consentito di esercitare capacità di proiezione dal mare, integrazione expeditionary e cooperazione anfibia con le forze francesi e alleate, assicurando il concorso della componente navale alle operazioni interforze.
Per oltre 10 giorni, i militari italiani hanno operato in uno scenario addestrativo complesso, caratterizzato da un elevato grado di realismo, in un contesto orientato al combattimento. Il loro impegno è stato preceduto dall’operazione logistica di dispiegamento strategico su strada gestita dalla Brigata Ariete attraverso la componente MOTRA (Trasporto Materiali).
Inquadrati nel dispositivo del 35e Régiment d’Infanterie e della 7e Brigade Blindée, i Reparti hanno sviluppato manovre tattiche con impiego, per oltre 200 km, delle piattaforme corazzate in dotazione, sperimentando e testando sul terreno procedure tattiche, capacità di integrazione e di coordinamento operativo con le unità alleate.
Le unità hanno effettuato una serie di attività tattico-difensive, dal passaggio tra le linee amiche, all’attraversamento di un corso d’acqua, da un combattimento in ambiente urbano, al frenaggio e al contrattacco delle linee nemiche lungo una fronte di circa 4 km.
Le operazioni sono culminate nell’occupazione di un centro abitato, conseguita mediante l’azione coordinata e integrata delle diverse componenti.
L’addestramento, ha consentito di consolidare l’interoperabilità con le forze terrestri francesi, effettuare uno scambio conoscitivo afferente alle molteplici linee di sviluppo capacitivo e di innovazione (impiego di droni, Counter UAS - Unmanned Aerial Systems, Posti Comando su piattaforme 8x8, Quad di supporto della fanteria).
La partecipazione italiana a “Orion 26” ha rappresentato un banco di prova concreto in scenari ad alta intensità, evidenziando la capacità delle Forze Armate di operare efficacemente in contesti operativi complessi e multinazionali attraverso una piena integrazione interforze e interalleata, contribuendo al rafforzamento della postura di deterrenza e difesa collettiva della NATO.
#UnaForzaperilPaese