Corno d’Africa: sicurezza del Mar Rosso e capacità locali, un interesse diretto per l’Italia
Il Comandante del COVI a Gibuti e Mogadiscio. Cooperazione con le forze di sicurezza locali e protezione delle rotte marittime al centro della visita
Gibuti-Mogadiscio 24 set 2026
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La stabilità del Corno d’Africa e la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso incidono direttamente sulla sicurezza e sugli interessi dell’Italia. È il messaggio al centro della visita del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, che dal 22 al 24 settembre ha incontrato a Gibuti e Mogadiscio le autorità locali e il personale italiano impegnato nelle missioni nazionali e dell’Unione Europea.
A Gibuti, il Generale Iannucci ha incontrato il Segretario Generale del Ministero Affari Esteri gibutiano, Ambasciatore Mohamed Ali Hassan, il Ministro degli Interni e della Difesa ad interim, Omar Abdi Said, il Capo della Direzione Generale delle Relazioni Internazionali, Colonnello Ibrahim Zakaria, ed il Capo di Stato Maggiore della Gendarmeria, Colonnello Ali Mohamed Robleh. Al centro dei colloqui, il quadro di sicurezza regionale e la cooperazione con l’Italia. Un rapporto che punta a individuare capacità e obiettivi concreti e sostenibili da conseguire insieme, per assicurare la stabilità di un’area tanto complessa quanto importante.
È in questo contesto nel quale opera la Missione Bilaterale di Addestramento delle Forze di Polizia somale e gibutiane (MIADIT Somalia), condotta dall’Arma dei Carabinieri. Rafforzare le capacità delle forze locali risponde infatti a un interesse condiviso: consentire alle istituzioni di sicurezza di svolgere con crescente autonomia ed efficacia il proprio ruolo. L’addestramento delle forze somale e gibutiane è uno degli strumenti attraverso i quali la Difesa italiana contribuisce alla sicurezza e alla stabilità dell’area, sviluppando capacità destinate a produrre effetti nel tempo e a consolidare l’autonomia delle istituzioni partner.
Presso l’Accademia di Polizia “Idriss Farah Abaneh”, il Comandante del COVI ha incontrato il Comandante della Polizia gibutiana, Colonnello Abdourahman Ali Kahin, e ha assistito ad alcune delle attività formative in corso, dall’Addestramento Individuale al Combattimento alle lezioni di Comunicazione e Leadership, fino all’addestramento all’intervento in ambienti chiusi.
Centrale è anche il ruolo svolto dalla Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), che costituisce il principale elemento di sostegno del dispositivo nazionale nel quadrante. La BMIS garantisce continuità alle attività addestrative svolte a favore delle forze locali e supporta gli assetti italiani impegnati nelle operazioni navali nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano, collegando così le diverse componenti dell’impegno nazionale nell’area.
Nel corso dell’incontro con il personale italiano presente a Gibuti, il Generale Iannucci ha sottolineato: «Dietro ogni capacità e ogni missione ci sono donne e uomini che operano ogni giorno con professionalità e responsabilità, lontano da casa e in contesti complessi. Il valore della nostra presenza è la conseguenza del vostro lavoro quotidiano e dalla capacità di costruire rapporti solidi con i partner con cui operate».
Proprio alla dimensione marittima è stata dedicata una parte della visita. Nel porto di Gibuti, il Generale Iannucci ha incontrato il Comandante della Guardia Costiera, Colonnello Omar Bogorè, e gli equipaggi delle unità navali italiane impegnate nell’ambito dell’operazione europea EUNAVFOR ASPIDES: i cacciamine Rimini e Crotone, di prossimo rientro in Italia, e la fregata Bergamini. È in questo contesto che il Comandante del COVI ha richiamato il legame diretto tra la sicurezza del Mar Rosso e gli interessi nazionali: circa il 35% del traffico marittimo diretto verso l’Italia transita attraverso questa rotta. «Difendere la libera navigazione qui equivale a difendere l’Italia», ha sottolineato il Generale Iannucci.
A Mogadiscio, il focus si è spostato sul rafforzamento delle istituzioni di sicurezza somale. Il Generale Iannucci ha incontrato il Ministro della Difesa somalo, Ahmed Moalim Fiqi, e il personale italiano impegnato nelle missioni europee European Union Training Mission (EUTM) e European Union Capacity Building Mission (EUCAP) in Somalia, ricevendo un aggiornamento sulla situazione di sicurezza e sulle attività sviluppate a sostegno delle istituzioni somale.
Le due missioni intervengono su piani diversi ma complementari. EUTM Somalia contribuisce al rafforzamento delle istituzioni della difesa e delle Forze Armate somale attraverso attività di formazione, affiancamento e consulenza (Training, Mentoring and Advice), sostenendone la progressiva autonomia nella pianificazione e nella condotta delle attività. EUCAP Somalia sostiene lo sviluppo delle capacità della Polizia somala, il rafforzamento del quadro di sicurezza interna e dello Stato di diritto e, in ambito marittimo, delle capacità necessarie a garantire la sicurezza e l’applicazione della legge in mare.
Nel saluto al contingente nazionale, il Comandante del COVI ha richiamato il significato delle attività svolte a sostegno delle istituzioni somale, evidenziando come l’obiettivo sia accompagnarle ad assumere progressivamente maggiori responsabilità nella gestione della sicurezza del Paese. Un processo che concorre direttamente alla stabilità della Somalia e, più in generale, del Corno d’Africa.
Dalla formazione delle forze di sicurezza alla protezione delle rotte marittime, le attività della Difesa italiana rispondono a esigenze diverse, ma convergono sullo stesso obiettivo: contribuire alla stabilità di un’area nella quale crisi locali, terrorismo e minacce alla libertà di navigazione producono effetti oltre i confini regionali, incidendo direttamente sulla sicurezza e sugli interessi dell’Italia e dell’Europa.
Da Mogadiscio, la visita è proseguita a Ta’if, in Arabia Saudita, presso la King Fahd Air Base (KFAB), sede della Task Force Air – Arabia. Qui il Generale Iannucci ha incontrato il Comandante della KFAB, Major General Khalid Alharbi, ha visitato la zona operativa della Task Force e ha incontrato il contingente italiano. Nel saluto al personale, il Comandante del COVI ha richiamato il valore di un impegno che contribuisce ogni giorno alla sicurezza delle missioni e delle operazioni nell’area e, attraverso questa, alla protezione degli interessi nazionali.
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