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AEROCOOPERAZIONE: NUOVI UFFICIALI DI COLLEGAMENTO PER I REPARTI OPERATIVI DELLE FORZE ARMATE

Grazie al supporto dei principali Reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica ad alta connotazione operativa e tattica nel settore della cooperazione aria-superficie, rinnovata ed adeguata la formazione dei Liaison Officer negli attuali contesti operativi.

Momento formativo sulle Operazioni Aviotrasportate
Momento formativo sulle Operazioni Aviotrasportate

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CC BY-NC-SA 4.0 DEED

Dal 2 al 6 febbraio 2026 si è svolto il 22° Corso Ground/Naval/Air Liaison Officer (GLO/NLO/ALO), specifica attività formativa, erogata dalla Scuola di Aerocooperazione, per la formazione degli ufficiali di collegamento da assegnare ai Reparti e Comandi Operativi delle Forze Armate che svolgono attività di aerocooperazione, per la corretta ed efficace integrazione del potere aereo con le forze di superficie nei domini terrestre e marittimo.

Il corso, organizzato dal Dipartimento Aerocooperazione dell’Istituto interforze di Guidonia, in stretto coordinamento con i comandi di componente delle Forze Armate, verte su specifiche attività formative inerenti l’impiego del potere aereo, a supporto di operazioni terrestri e navali (nella terminologia NATO, APCLO/APCMO-Air Power Contribution to Counter Land/Maritime Operations). Per massimizzare il ritorno formativo e addestrativo, l’edizione del corso appena concluso è stata rinnovata nell’impostazione didattica, orientandola verso attività teoriche, pratiche ed esperienziali - fortemente contestualizzate e attagliate ai moderni scenari di riferimento - direttamente presso Reparti ad alta connotazione operativa e tattica nel settore della cooperazione aria-superficie, come il 187° Reggimento Paracadutisti della Brigata Folgore, 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RRAO) del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (COMFOSE), la 46^ Brigata Aerea ed il 4° Stormo Caccia.

Le esperienze maturate negli anni hanno infatti evidenziato la necessità di superare la formazione centralizzata e puramente teorica dei Liaison Officer, a favore di una struttura modulare, decentrata ed esperienziale, maggiormente aderente ai reali contesti operativi moderni. In questo quadro si inserisce l’edizione 2026 del corso, caratterizzata da una reale differenziazione dei percorsi formativi, per i profili Ground, Naval ed Air Liaison Officer, con un equilibrato bilanciamento della formazione a distanza, prettamente teorico/nozionistica, e quella tecnico-pratica presso i Reparti operativi dove i futuri Ufficiali di collegamento svolgeranno il proprio lavoro di consulenti specialistici e elementi di raccordo tra i Comandi delle forze di superficie e la componente aerea, anche in relazione alla condotta di operazioni speciali.

Per il percorso GLO, gli Ufficiali dell’Esercito Italiano, provenienti da diverse armi e specialità, hanno svolto le attività formative presso la 46ª Brigata Aerea, reparto di punta dell’Aeronautica Militare, preposto al trasporto tattico di uomini, mezzi e materiali, con operazioni di aerotrasporto, aviosbarco e aviolancio, e presso il 4° Stormo Caccia, uno dei principali reparti da caccia intercettori, responsabile della difesa aerea italiana e NATO 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Equipaggiato con velivoli Eurofighter F-2000, il 4° Stormo assicura la sorveglianza dello spazio aereo e l'intercettazione di potenziali minacce, la conversione operativa dei piloti assegnati alla linea E F-2000 e partecipa alle attività di Air Policing della NATO. Qui, i frequentatori hanno potuto confrontarsi direttamente con la realtà operativa dei Reparti di volo, approfondendo il ruolo del GLO nei processi di pianificazione delle attività di volo e nell’interazione con le forze di superficie, anche attraverso la partecipazione a briefing operativi e il coinvolgimento in attività addestrative reali. Da remoto è intervenuto anche il GLO del 32° Stormo presso cui operano velivoli di quinta generazione F-35 Lightning II ed Aeromobili a Pilotaggio Remoto, che ha illustrato le caratteristiche e attività del proprio incarico.

Parallelamente, il percorso ALO ha visto gli Ufficiali dell’Aeronautica Militare operare in un contesto fortemente “ground oriented”, svolgendo le attività formative presso i reparti di punta della Brigata Paracadutisti “Folgore” e in particolare nella sede del 187° Reggimento Paracadutisti di Livorno i cui relatori, in collaborazione con il 185° Reggimento Artiglieria paracadutisti di Bracciano, hanno illustrato l’impiego del mezzo aereo a supporto dei reparti paracadutisti in operazione, per il trasporto, aviolancio e ingaggio obiettivi. Altamente formativo il contributo esperienziale dell’ALO assegnato al Comando Brigata, la visita al Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR) di Pisa, Reparto di eccellenza nella formazione aviolancistica dell’intero Comparto Difesa Italiano, dove è stata fornita una chiara visione del coordinamento esistente tra gli assetti nella terza dimensione e le aviotruppe nella proiezione dall’aria. In coordinamento con il COMFOSE, il personale frequentatore ha effettuato una visita istituzionale presso il 185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi (RRAO) di Livorno, unità delle Forze Speciali dell’Esercito a spiccata connotazione intelligence. Nel corso dell’attività sono state illustrate le caratteristiche distintive delle Forze Speciali, le capacità nel settore della ricerca informativa e le peculiarità del supporto aereo nella pianificazione e condotta delle operazioni speciali.

Il 185° RRAO, designato quale Focal Point per il bacino Joint Terminal Attack Controller (JTAC) del comparto Forze Speciali dell’Esercito, ha fornito altresì una panoramica sulle attività addestrative connesse alle esigenze del settore JTAC della Difesa, con particolare riferimento agli standard interoperabili e ai processi di integrazione interforze.

L’Unità riveste inoltre il ruolo di Centro di Addestramento Virtuale (CAV) nell’ambito del programma “Simulazione 2.0” dell’Esercito ed è pertanto dotata di avanzati sistemi di simulazione, che consentono l’addestramento del personale delle diverse unità delle Forze Speciali in ambiente virtual e constructive, anche in ambito di Air-to-Land Integration, inclusa la condotta di Simulated Close Air Support (Sim CAS).

Ulteriore novità del corso è stato l’intervento di Subject matter Expert provenienti dal Multi National Division South (MND-S) di Firenze sull’impiego del potere aereo in attività di aerocooperazione a favore di un Land Component Command NATO e, da remoto, dell’ALO presso il Comando della Seconda Divisione Navale (COMDINAV DUE) di Taranto, sulle peculiarità dell’aerocooperazione “maritime-oriented”.

Come sottolineato dal Comandante della Scuola di Aerocooperazione, Generale di Brigata Francesco Donato RIZZO, “la preziosa collaborazione e l’ospitalità offerte dai Comandi coinvolti ha contribuito in modo determinante al successo del corso, consentendo un’esperienza formativa di alto livello, che consolida i legami di cooperazione tra le diverse componenti delle Forze Armate e si conferma un’importante opportunità di crescita professionale per tutti i partecipanti, rafforzando la consapevolezza dell’importanza strategica dell’interoperabilità interforze e della standardizzazione delle tecniche, tattiche e procedure nelle operazioni congiunte, elementi imprescindibili anche in ambito multinazionale e NATO”.

La Scuola di Aerocooperazione, conosciuta all’estero come Italian Joint Air Operations School (Ita-JAOS) è un centro formativo di riferimento interforze ed unica realtà formativa/addestrativa della Difesa accreditata dalla NATO, quale National Education and Training Facility dell’Alleanza. Eroga una didattica d’eccellenza, in continua evoluzione ed al passo con le innovazioni tecnologiche, in contesti e i domini operativi di riferimento, per renderla costantemente aderente alle esigenze formative delle Forze Armate nazionali e dei Paesi alleati ed amici.

Alcuni corsi erogati dalla Scuola di Aerocooperazione sono certificati “Approved” dalla NATO ed inseriti nel catalogo ETOC (Education and Training Opportunities Catalogue), il catalogo dei corsi certificati ed offerti dall'ACT (Allied Command for Transformation), il Comando Supremo NATO con sede a Norfolk in Virginia (USA), responsabile per la formazione, la dottrina e la trasformazione dello strumento militare della NATO.

Nello specifico ambito della formazione dei Joint Terminal Attack Controller (JTAC), la Scuola di Aerocooperazione, fornisce il know-how, l’expertise e le competenze che un operatore deve acquisire per ottenere la qualifica, percorso esclusivamente svolto a livello interforze. Il JTAC è l’elemento cardine nelle missioni di Close Air Support (CAS), attività complesse che richiedono un elevato livello di integrazione tra gli assetti aerotattici e il controllore finale operante sul terreno.

Il Comandante della Scuola è la “National Certification Authority” per la formazione e qualificazione dei JTAC.

Grande attenzione viene rivolta al processo di selezione e formazione del personale istruttore JTAC, al fine di garantire un elevato livello addestrativo e trasferire, con efficacia e professionalità, le conoscenze acquisite ai nuovi operatori o supervisionare il personale temporaneamente unqualified.

La Scuola inoltre provvede alla formazione dei valutatori JTAC (JTAC Evaluator) destinati a svolgere attività di valutazione e standardizzazione presso le unità operative nazionali.

Stante la piena e completa corrispondenza agli standard operativi e qualitativi richiesti dalla NATO, gli operatori qualificati dalla Scuola di Aerocooperazione sono abilitati ad operare anche in operazioni congiunte con assetti aerotattici di diverse nazionalità dell’Alleanza.

Le CAS week sono eventi addestrativi interforze con cui periodicamente le Forze Armate testano, le capacità, l’efficienza e l’efficacia degli operatori JTAC ed il loro livello addestrativo.

Nel campo della cooperazione e integrazione operativa aria-superfice, la Scuola ha negli ultimi anni adeguato e ampliato la propria offerta formativa, sulla base delle esigenze delle Forze Armate, nella formazione di specialisti del Joint Personnel Recovery (JPR), Ground/Naval/Air Liaison Officer e operatori di Sale Operative.

Nel campo del “Remote Sensing”, svolge corsi formativi per la gestione, interpretazione e analisi operativa di immagini telerilevate, provenienti da sensori elettro-ottici e RADAR, aeroportati e satellitari. In tale quadro, mantiene rapporti e collaborazioni con le realtà scientifiche, accademiche e industriali, per lo sviluppo e applicazione di innovazioni tecnologiche nel settore del telerilevamento e nella didattica erogata.

Di recente implementazione il terzo settore formativo incentrato sullo Spazio quale dominio operativo, nell’ambito delle Multi Domain Operations (MDO), con l’erogazione dei corsi di Governance e Sistemi Spaziali e la formazione di operatori e staff officers dello Space Battle Management e Orbital Warefare, progettati e sviluppati in collaborazione con il Comando per le Operazioni Spaziali e Ufficio Generale Spazio dello Stato Maggiore della Difesa.

Ultimo, in ordine temporale, il recente Dipartimento Joint Targeting della Scuola di Aerocooperazione, responsabile dell’erogazione dell’intero percorso formativo, strutturato in corsi specializzanti, in linea con il Joint Targeting Interoperability Curriculum (JTIC) della NATO, sviluppato in collaborazione con la Divisione Joint Effects e Targeting (JET). del Comando Operativo di Vertice Interforze. Un traguardo significativo quest’ultimo che fa dell’Italia l’unico Paese NATO in grado di offrire tutti i corsi necessari per conseguire la qualifica di Joint Targeteer, al pari degli Stati Uniti e la NATO School di Oberammergau.

I corsi della Scuola di Aerocooperazione sono aperti, oltre che al personale militare delle Forze Armate, anche a personale esterno all’Amministrazione della Difesa ed al personale militare della NATO e dei Paesi partecipanti al programma internazionale Partnership for Peace (PfP), previa autorizzazione dello Stato Maggiore Difesa.

In tale quadro si inserisce la Vision del Comandante di portare la Scuola di Aerocooperazione ad essere rilevante nel formare per operare, promuovendo il sapere, il saper fare, il saper far fare, a beneficio del Sistema Paese.

La Mission della Scuola di Aerocooperazione è progettare ed erogare, in ottica multi-dominio, formazione avanzata e specialistica nei settori dell’aerocooperazione e del joint targeting, del telerilevamento e dello spazio, a favore di personale nazionale, NATO e di Paesi partner.

 

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