In materia di maternità e di paternità al personale militare si applica la normativa vigente per il personale delle Pubbliche Amministrazioni? L’art. 1493, comma 1 del C.O.M., prevede che al personale militare femminile e maschile si applichi, tenendo conto del particolare stato rivestito, la normativa vigente per il personale delle Pubbliche Amministrazioni in materia di maternità e paternità, nonché le disposizioni dettate dai provvedimenti di concertazione.
Le assenze dal servizio per motivi connessi allo stato di maternità pregiudicano in qualche modo lo stato giuridico e la progressione in carriera del personale femminile? Ai sensi dell’articolo 1495 del C.O.M., le assenze dal servizio per motivi connessi allo stato di maternità non pregiudicano la posizione di stato giuridico del personale in servizio permanente delle Forze Armate. Tuttavia, fermo restando che i periodi di congedo di maternità, previsti dagli articoli 16 e 17 del T.U., sono validi a tutti gli effetti per l’anzianità di servizio, gli stessi sono computabili ai fini della progressione di carriera sempreché abbia avuto luogo l’effettivo compimento degli obblighi di comando, di attribuzioni specifiche, di servizio presso Enti o Reparti e di imbarco, previsti dalla normativa vigente.
In base alla normativa a tutela della maternità, in quali periodi il personale militare femminile non può svolgere incarichi pericolosi, faticosi e insalubri? Per il personale militare femminile (nei confronti del quale trova applicazione il divieto di adibire al lavoro le donne nei periodi previsti dagli articoli 16 e 17, comma 1 del T.U.), l’articolo 1494 del C.O.M. dispone che, durante il periodo di gravidanza e fino a 7 mesi successivi al parto, lo stesso non possa svolgere incarichi pericolosi, faticosi, insalubri, secondo quanto disposto da decreti adottati, sentito il Consiglio Interforze sulla Prospettiva di Genere, dal Ministro della Difesa, di concerto con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e per le Pari Opportunità per il personale delle Forze Armate, nonché con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per il personale delle Capitanerie di Porto.
Sono previsti permessi particolari per gli accertamenti sanitari durante il periodo di gravidanza? Il personale militare femminile in stato di gravidanza ha diritto a permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l’orario di servizio. Per la fruizione di detti permessi il richiamato personale è tenuto a presentare al Comando/Ente di appartenenza apposita istanza e, una volta effettuati i citati controlli sanitari, la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l’orario in cui gli stessi hanno avuto luogo.
Cosa accade in caso di interruzione della gravidanza? L’interruzione della gravidanza, spontanea o volontaria nei casi previsti dalla legge 22.05.1978, n.194, è considerata a tutti gli effetti come malattia. Nel caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno dall’inizio della gestazione nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, la militare madre ha la facoltà di riprendere in qualunque momento l’attività lavorativa purché sia dato preavviso di almeno 10 giorni al Comando/Ente di appartenenza, a condizione che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, e il medico competente ai fini della tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino l’assenza di pregiudizio per la salute della donna (art. 41 d.lgs. n. 81/2008).
Quando è possibile utilizzare il congedo di maternità? Al personale militare femminile in stato di gravidanza è interdetta la prestazione del servizio ed è concessa d’ufficio dal Comando/Ente di appartenenza la licenza di maternità: • durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto; • qualora il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e quella effettiva del parto; • durante i tre mesi dopo il parto; • durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, qualora avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta. Tali giorni sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto.
In caso di parto prematuro spettano ugualmente i periodi di licenza per congedo di maternità? In caso di parto prematuro alla madre spettano i periodi di licenza per congedo di maternità non goduti prima della data presunta del parto, che vengono aggiunti a quello di astensione dopo il parto, anche se la somma di tali periodi supera il limite complessivo di 5 mesi (tale limite risulta superato quando il parto è “fortemente” prematuro, ovvero prima dei due mesi antecedenti alla data del presunto parto).
Se il figlio nato prematuro è ricoverato presso una struttura ospedaliera è possibile interrompere il congedo di maternità? Se il figlio nato prematuro ha necessità di un periodo di degenza presso strutture ospedaliere pubbliche o private, la madre ha facoltà di rientrare in servizio, richiedendo, previa presentazione di un certificato medico attestante la sua idoneità al servizio, la fruizione del restante periodo di licenza obbligatoria dopo il parto e di quello prima del parto, qualora non fruito, a decorrere dalla data di rientro a casa del bambino.
Nelle ipotesi di parto plurimo qual è la durata del congedo di maternità/paternità? Nell’ipotesi di parto plurimo, il congedo di maternità o paternità spetta comunque per il periodo di cinque mesi a prescindere dal numero dei figli, essendo riferito alla condizione di gravidanza e all’evento parto.
Il congedo di maternità/paternità spetta anche in caso di adozione o di affidamento? Il congedo di maternità spetta anche in caso di adozione o affidamento. Ha la durata massima di 5 mesi e, in caso di adozione nazionale, deve essere fruito entro i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della madre adottiva. In caso di adozione internazionale, il congedo può essere fruito anche prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero previsto per l’incontro con l’adottando e gli adempimenti connessi con la procedura di adozione. Nel caso in cui il congedo non sia utilizzato durante il periodo di permanenza all’estero o lo sia solo in parte, la militare madre può fruire, a copertura del periodo necessario per l’incontro con l’adottando e gli adempimenti connessi con la richiamata procedura di una licenza straordinaria senza assegni. Per i casi di affidamento del minore, la lavoratrice ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a 3 mesi entro l’arco temporale di 5 mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore.
Quando è possibile anticipare l’interdizione dal servizio del personale militare femminile in stato di gravidanza? L’interdizione dal servizio può essere anticipata, rispetto all’inizio del periodo di interdizione ordinaria, per uno o più periodi, per i seguenti motivi: • nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dalla gravidanza; • quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; • quando la militare non possa essere adibita ad altre mansioni.
In caso di interdizione anticipata dal servizio quale trattamento economico spetta? Al personale collocato in licenza di maternità anticipata è attribuito il trattamento economico ordinario nella misura intera.
Quando è possibile utilizzare il congedo di paternità? Il lavoratore padre o genitore intenzionale in una coppia di donne:
si astiene dal lavoro per un periodo di 10 giorni, dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i 5 mesi successivi all’evento (congedo di paternità obbligatorio);
ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla madre lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre (congedo di paternità alternativo).