ae58d1b0-dde3-4c2d-931d-a020b12b81d0

Tenta il suicidio, salvato dai Carabinieri: “Se cadi tu, cado anch’io con te”

20 apr 2026

Ci sono situazioni in cui non hai il tempo di pensare troppo, ma hai il dovere di capire tutto. 

Un uomo aveva detto addio, o qualcosa che gli somigliava, alla moglie, con una serie di vocali carichi di disperazione. 
In sottofondo, un dettaglio: il rumore del mare. 
E da lì è partita la corsa.

La chiamata al 112, la Centrale Operativa che intuisce, collega, indirizza. 
Poi la macchina trovata vicino al porto. E infine lui, su una scogliera frangiflutti. 

A quel punto c’è la preparazione, certo. Ma serve anche altro: la capacità di entrare - con rispetto - nel dolore di uno sconosciuto, senza arretrare di un centimetro.

I Carabinieri si avvicinano piano, parlano, provano a costruire un contatto. L’uomo resiste, non vuole tornare indietro. E allora loro fanno quello che, in questi casi, distingue la presenza dall’intervento: decidono. 

Il militare più anziano, dinanzi alle resistenze dell’uomo, decide di ammanettarsi a lui. Per dirgli, con i fatti prima ancora che con le parole, che da lì non sarebbe stato lasciato solo.

“Se cadi tu, cado anch’io con te.”

È una frase importante. Non è retorica: è un patto. 

Ed è forse lì che qualcosa cambia. L’uomo si calma. Quanto basta. Il tempo necessario per riportarlo a terra, vivo, e affidarlo ai sanitari.

Alla fine resta un abbraccio. E resta soprattutto l’immagine di due Carabinieri che hanno fatto fino in fondo il loro dovere. 

Perché a volte salvare una vita significa anche questo: dire a qualcuno, senza giri di parole, che nel momento peggiore non lo lascerai solo.

La Difesa è anche questo.

CARABINIERI

Per saperne di più

In evidenza