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Pillole di storia: Col Moschin, i dieci minuti che cambiarono la battaglia

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CC BY-NC-SA 4.0 DEED

Giugno 1918. Sul fronte del Monte Grappa si combatte una delle fasi più dure della Prima guerra mondiale. Dopo un devastante bombardamento d’artiglieria, le truppe austro-ungariche sfondano le linee italiane sulla sinistra del Grappa e isolano il Col Moschin, posizione strategica tra il massiccio del Grappa e il fiume Brenta.

La risposta italiana è immediata. Nel pomeriggio del 15 giugno entrano in azione gli Arditi del IX Reparto d’Assalto, affiancati dal 91° Reggimento Fanteria. I contrattacchi travolgono le posizioni nemiche e riportano subito sotto controllo il Col Fagheron e il Fenilon.

Ma è all’alba del giorno seguente, il 16 giugno, che si compie l’impresa destinata a entrare nella storia. Gli Arditi del IX Reparto scattano all’assalto del Col Moschin, riconquistando in appena dieci minuti la posizione. Gli austro-ungarici vengono sopraffatti e lasciano sul campo oltre 300 prigionieri, tra cui 17 ufficiali.

Un’azione fulminea divenuta uno degli episodi simbolo della guerra sul fronte del Grappa. Dopo la guerra venne eretta a ricordo una colonna di granito.

A quel giorno è legata la festa del 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin".

La battaglia per la conquista del Col Moschin va inquadrata nella battaglia del Solstizio, o seconda battaglia del Piave (15 - 22 giugno 1918), che fu combattuta tra il Regio Esercito italiano e l'esercito austro ungarico.

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