Pillole di storia. 14 aprile 1941: cade Rocco Lazazzera, tra i militari più insigniti dell’Arma dei Carabinieri
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È tra i Carabinieri più decorati. Una carriera costruita sul coraggio, sulle azioni in prima linea e su un numero eccezionale di riconoscimenti al valor militare. La storia del Maggiore Rocco Lazazzera si chiude come si è svolta: in combattimento, sotto il fuoco nemico.
La storia 1941. Sul fronte greco i Carabinieri combattono in prima linea con una forza consistente: quattordici Battaglioni, novantasei Sezioni e numerosi Nuclei aggregati alle Grandi Unità. Accanto ad Alpini e Bersaglieri, affrontano condizioni estreme, tra fango, gelo e gravi carenze logistiche.
Dopo settimane di stallo in Albania, una nuova offensiva produce risultati limitati. Solo il 14 aprile 1941 le truppe italiane riprendono l’iniziativa, incalzando le retroguardie elleniche in ritirata, a costo di duri combattimenti.
In questo contesto si distingue il Maggiore Rocco Lazazzera, già protagonista in più guerre. Ufficiale di grande coraggio e carisma, conferma sul campo le sue qualità, consacrate da un numero eccezionale di decorazioni: una Medaglia d’Oro, cinque d’Argento, due di Bronzo e quattro Croci di Guerra, che lo rendono tra i militari più insigniti dell’Arma.
Rocco Lazazzera
Nato a Calatafimi nel 1898, studente di legge a Napoli, si distingue già nella Prima guerra mondiale nei reparti d’assalto della 1ª Armata, guadagnando le prime decorazioni. Dopo il conflitto entra nei Carabinieri, proseguendo una carriera segnata da operazioni in Tripolitania, dalla campagna d’Etiopia e dalla guerra di Spagna, dove si conferma protagonista in combattimento.
Alla morte segue anche il massimo riconoscimento: la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Sintesi di un’intera vita trascorsa in prima linea, fatta di coraggio, iniziativa e dedizione assoluta.
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