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L’ultimo decollo dell’“asso degli assi”

19 giu 2026

È il 19 giugno 1918. Siamo in Veneto. Sul Montello infuria la Battaglia del Solstizio. 
Francesco Baracca, originario di Lugo di Romagna, ufficiale di Cavalleria passato dai "purosangue ai motori" con la naturalezza dei pionieri, si alza in volo per l’ultima volta.

Pilota straordinario, comandante della leggendaria 91ª Squadriglia, ha intuito il valore strategico della nuova dimensione aerea ed è già il simbolo della nascente aviazione italiana.

Anche nel combattimento conserva un profondo rispetto per l’avversario, incarnando un’etica militare fatta di onore, lealtà e umanità.
"Quando volo, la mia mente è vuota, libera, non pensa. Agisco d’istinto", scrive. Eppure, in quell’istinto vivono l’etica militare e un altissimo rispetto dell’avversario. Lo raccontano le sue annotazioni dopo aver costretto un velivolo nemico a terra: "Ho parlato a lungo col pilota austriaco, stringendogli la mano e facendogli coraggio […]".

Quel giorno Baracca cade sul Montello, colpito nel corso di una rischiosa missione a volo radente, a supporto della fanteria italiana. Ha 30 anni e 34 vittorie aeree: un primato insuperato che lo consegna per sempre alla storia.

Il nostro pensiero va al Maggiore Baracca e a tutti i Caduti di quella Battaglia, tra cui anche i “Ragazzi del ’99”, che contribuirono a cambiare il destino della Nazione opponendosi con coraggio all’avanzata nemica. In quei giorni di sacrificio, l’Italia ritrova la forza della propria riscossa.


Oggi come allora, il leggendario “cavallino rampante” di Baracca è emblema di passione, dedizione ed eccellenza italiana.

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