L’ora legale: dalla Grande Guerra alla nostra quotidianità
Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo torna l'ora legale: le lancette dovranno essere spostate un'ora avanti.
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Sapevate che molte delle consuetudini che oggi consideriamo normali hanno origini legate a momenti drammatici della storia? Una di queste è l’ora legale: lo spostamento delle lancette un’ora avanti in primavera, passando dal regime solare a quello legale, per contenere i costi dell’energia e sfruttare al massimo la luce naturale.
L’idea dell’ora legale risale al Settecento e porta la firma di Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense, già inventore del parafulmine. Nel 1784 propose di anticipare l’orario per risparmiare sulle candele e beneficiare maggiormente della luce solare; tuttavia, all'epoca, la proposta rimase inascoltata.
Fu solo durante la Prima Guerra Mondiale, con il carbone sempre più scarso, che le autorità tedesche decisero di adottare la misura per ridurre i consumi legati a illuminazione e riscaldamento. Così, il 30 aprile 1916, alle ore 23:00, gli orologi furono spostati avanti di un’ora per la prima volta nella storia moderna.
Poco dopo anche la Gran Bretagna seguì l’esempio, cui si allinearono il resto d’Europa e gli Stati Uniti. In Italia l’ora legale entrò in vigore per la prima volta il 3 giugno 1916.
Una misura nata da un’esigenza bellica che, con il tempo, è diventata un pilastro della nostra gestione energetica e della nostra quotidianità.