La tragedia di Rigopiano, storia della tragedia che provocò 29 vittime
Non dimenticare non è solo un dovere, è una responsabilità
Dal costone orientale del Gran Sasso una valanga si stacca improvvisamente e scende a valle a oltre 100 km/h. In pochi istanti travolge l’Hotel Rigopiano, cancellandolo dalla sua posizione, trascinandolo a decine di metri più in basso.
È il 18 gennaio 2017. Farindola, Abruzzo. Alle 16:41 il silenzio della montagna si spezza.
120 mila tonnellate di neve trasformano una struttura in macerie.
In un attimo si spezzano ventinove vite: famiglie, speranze, progetti. Tutto si ferma. Resta solo il silenzio.
In quei giorni l’Italia centrale è piegata da un’ondata di maltempo senza precedenti. In quelle ore drammatiche, anche le Forze Armate intervengono al fianco dei soccorritori, mettendo a disposizione uomini e mezzi per cercare, scavare, non arrendersi.
Ricordare Rigopiano significa fermarsi.
Significa rispettare quel dolore che ancora oggi pesa come la neve che scese quel pomeriggio.
Oggi il pensiero va alle vittime e ai loro familiari.
Non dimenticare non è solo un dovere, è una responsabilità.
Anche nel loro ricordo, ieri come oggi, il nostro impegno quotidiano continua.