Il Sottosegretario Rauti riceve la delegazione della Commissione Difesa austriaca
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“Italia e Austria confermano la comune volontà di proseguire nel dialogo sui temi della sicurezza e della Difesa. Due Paesi vicini, legati da solide cooperazioni bilaterali e chiamati a confrontarsi sull’evoluzione dello scenario internazionale e sulla prontezza degli strumenti militari rispetto alle nuove minacce”.
Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, al termine dell’incontro al Ministero della Difesa con la delegazione della Commissione per la Difesa nazionale della Repubblica d’Austria, guidata dal Presidente Volker Reifenberger.
In agenda le politiche della Difesa italiana e austriaca, il confronto sui modelli di strumento militare e le nuove progettualità legate alla Riserva volontaria.
Rauti ha richiamato le linee di indirizzo della Difesa italiana, orientate a rafforzare Forze Armate moderne, integrate, tecnologicamente avanzate e capaci di operare nei domini tradizionali e in quelli emergenti, dallo spazio al cyber, fino alla dimensione cognitiva e subacquea.
“Viviamo tempi di instabilità pervasiva globale e di crisi del dialogo multilaterale – ha sottolineato Rauti –, caratterizzati da forme di guerra ibrida, con minacce che attraversano tutti i domini, compreso l’ambiente cognitivo, dalla manipolazione dell’opinione pubblica alle leve della disinformazione. Questo scenario richiede alla Difesa di sviluppare nuovi modelli, che definiamo di “Total Defence”: un approccio duale, non solo militare, alle questioni di sicurezza e difesa. È un nuovo concetto, fondato sulla Cultura della Difesa, sulla protezione delle infrastrutture e degli interessi nazionali - da perseguire insieme agli Alleati europei e della NATO – e da raggiungere in ottica interministeriale, interagenzia, coinvolgendo il mondo dell’industria, dell’università e della ricerca”.
Focus sulla riforma della Difesa e sul modello della Riserva volontaria.
“Il rafforzamento della riserva – ha sottolineato il Sottosegretario – nelle articolazioni proposte è una risposta moderna alle nuove esigenze operative”.
La riforma – che sarà presentata in Consiglio dei Ministri prima dell’avvio dell’iter parlamentare – prevede tre livelli di riserva volontaria: operativa, volontaria specialistica e territoriale. La riserva operativa riguarda ex militari in congedo, con un vincolo di disponibilità al richiamo e attività periodiche di addestramento per mantenere standard adeguati delle capacità operative. La riserva volontaria specialistica valorizza personale civile altamente qualificato, con professionalità specifiche nei settori giuridico, ingegneristico, cyber, aerospaziale e in altri ambiti strategici, richiamabile anche in tempo di pace. La riserva territoriale riguarda personale civile non specializzato, tra i 25 e i 35 anni, disponibile sul territorio di provenienza, con un percorso formativo dedicato e impiegabile anche in caso di calamità naturali, emergenze e attività di supporto.
“Tra gli scopi della riforma proposta – ha sottolineato il Sottosegretario – quello di intercettare molte competenze per garantire la sicurezza dei cittadini; in particolare, l’impiego di “hacker etici” altamente specializzati che possono prevenire gli attacchi malevoli. La riserva significa valorizzare competenze civili e militari, disporre di professionalità, sostenere lo Strumento militare e ampliare la capacità dello Stato di fronteggiare crisi complesse, emergenze e minacce ibride per garantire la sicurezza e la resilienza nazionale”.
SSSD RAUTI