Il Sottosegretario Rauti al Sacrario Militare di Redipuglia per il rientro delle spoglie di trentadue Caduti
“Onorare i Caduti non è passatismo, ma memoria dinamica e lezione di storia”
Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED
“La cultura della Difesa custodisce la memoria e il ricordo di ogni Caduto, nessuna storia può essere dispersa e nessun sacrificio può restare vano”, così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, al Sacrario Militare di Redipuglia per la cerimonia di rimpatrio dalla Slovenia delle spoglie di 32 militari italiani ignoti, caduti durante la 1^ Guerra Mondiale sul Fronte dell’Isonzo.
Presenti il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e il Capo dell’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria della Difesa (UTCMD), Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli.
“Onorare i Caduti non è passatismo né presentismo, è consapevolezza di una memoria dinamica che diventa patrimonio comune ideale. Conoscere le proprie radici consolida l’identità nazionale e ci ricorda che abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di tutti i Caduti”.
Le spoglie, rinvenute nel 2022 in Slovenia, tornano in Patria grazie alla collaborazione tra le Autorità dei due Paesi: “un lavoro comune, segno di rispetto reciproco tra popoli un tempo avversari e oggi costruttori di pace”, ha evidenziato la Senatrice.
Il rimpatrio si inserisce nell’ambito delle attività dell’UTCMD per il recupero dei militari italiani caduti fuori dai confini nazionali, la ricerca dei dispersi e l’identificazione dei militari ignoti.
Le 32 urne saranno tumulate nel Sacrario Militare di Oslavia, a Gorizia.
Al Sacrario di Redipuglia riposano oltre 100.000 Caduti italiani della Grande Guerra. “I Sacrari Militari sono tutti tempio di storia: visitarli è un obbligo morale per chi vuole comprendere il passato e contribuire alla costruzione di un futuro identitario, consapevole delle proprie radici; averne cura è un dovere che spetta alla Difesa” ha dichiarato il Sottosegretario.
“Tramandare la memoria è una responsabilità morale della ‘cultura della Difesa’ ed un dovere che rinsalda il vincolo tra chi è caduto ed i militari che ogni giorno – in Patria ed all’estero – si impegnano per costruire, mantenere e difendere la sicurezza e la libertà” ha concluso Rauti.
SSSD RAUTI