Il Sottosegretario Rauti al Sacrario di El Alamein: “Il sacrificio dei nostri soldati è radice dell’identità nazionale”
Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED
“Il sacrificio dei nostri soldati è parte delle radici della nostra identità nazionale e della storia di un popolo che si riconosce nella fedeltà alla Patria e nel senso del dovere”. Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, in occasione della commemorazione dell’84° anniversario delle Battaglie di El Alamein del 1942, a margine delle celebrazioni presso il Sacrario Militare.
Alla cerimonia hanno partecipato anche S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Agostino Palese, e il Capo dell’Ufficio per la Tutela e la Cultura della Memoria della Difesa (UTCMD), Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli.
“Rendere omaggio alla memoria dei Caduti di El Alamein – prosegue Rauti – è un dovere istituzionale. Custodire e tramandare la memoria, così come curare i sacrari militari, è parte integrante della Cultura della Difesa: un patrimonio di valori, tradizioni e testimonianze che lega le generazioni, attraversa il tempo e rafforza il senso di appartenenza alla comunità nazionale”.
Il Sottosegretario ha consegnato al museo del Sacrario il basco di battaglia del Caporal Maggiore Antonio Tomba, reduce della seconda battaglia di El Alamein, nel rispetto della volontà da lui espressa prima della scomparsa, avvenuta nel 2019.
Nel 2023, il Sottosegretario aveva inaugurato alcuni interventi di ammodernamento del Sacrario, realizzati nell’ambito di un progetto coordinato dal Ministero della Difesa in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, le Autorità egiziane, l’Università di Padova e le Associazioni Combattentistiche.
“Oggi siamo impegnati in una battaglia culturale e morale contro l’avanzata del cemento legata a uno dei più ambiziosi progetti urbanistici e turistici del Nord Africa. Dal paziente e costruttivo dialogo dello Stato Maggiore della Difesa, dell’UTCMD e delle Autorità diplomatiche italiane con le Autorità egiziane – evidenzia Rauti – si è giunti a un accordo volto a garantire che gli interventi rispettino la storia e la sacralità del sito”.
“L’impegno del Governo italiano, che negli anni ’50 volle quest’opera architettonica sacra, viene mantenuto. Lo dobbiamo ai Caduti e alle giovani generazioni”, conclude Rauti.