Cultura della Difesa: il segnale oltre la collina che aprì la strada alla radiotelegrafia
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Un segnale dietro la collina.
Nell’estate del 1895, a Villa Griffone, nel Bolognese, il giovane Guglielmo Marconi tentò qualcosa che sembrava impossibile: trasmettere un segnale senza fili oltre la collina dei Celestini, a circa due chilometri di distanza, tra due punti in cui trasmettitore e ricevitore non potevano “vedersi”.
Per riuscirci portò i suoi apparati all’aperto e collegò il trasmettitore a un sistema antenna-terra: un lungo filo verticale, sostenuto da un palo e collegato a quattro cubi di lamiera metallica isolati dal terreno. Una lastra metallica interrata completava il sistema.
Tre brevi impulsi, corrispondenti alla lettera “S” dell’alfabeto Morse, superarono la collina. Ma come avere la certezza che fossero stati ricevuti?
L’ingegno suggerì una soluzione tanto semplice quanto efficace: un colpo di fucile sparato in aria dall’altra parte della collina. Segnale ricevuto!
Quell’esperimento segnò uno dei passaggi decisivi verso la nascita della radiotelegrafia. Da quei primi impulsi, le comunicazioni hanno percorso una strada straordinaria, accorciando distanze e connettendo persone e mezzi in ogni ambiente.
Oggi le comunicazioni sono un elemento essenziale anche per le Forze Armate, dove comunicare significa condividere informazioni, coordinare uomini e mezzi e condurre operazioni anche a grande distanza.
Oltre gli strumenti, l’essenziale è rimanere connessi.
CULTURA DIFESA