Carmine Tripodi: il carabiniere che sfidò la ’ndrangheta
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Il 6 febbraio 1985 il Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Carmine Tripodi venne ucciso in un agguato nell’agro di San Luca (RC). Aveva 24 anni ed era al comando di una delle stazioni più difficili della Calabria, in prima linea nella lotta contro la ’ndrangheta.
Arruolatosi giovanissimo, Tripodi si distinse per coraggio e determinazione, conducendo indagini che portarono all’arresto di numerosi esponenti della criminalità organizzata. Colpito a fucilate da più sicari, riuscì comunque a reagire, ferendo uno degli assalitori prima di cadere.
Per il suo estremo sacrificio gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Al Brigadiere Tripodi sono state intitolate diverse caserme, a testimonianza del valore del suo esempio e dell’impegno profuso nella difesa della legalità e della sicurezza della collettività.