43 anni fa l'attentato a Rocco Chinnici
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"Rocco Chinnici è stato un magistrato lungimirante e coraggioso, tra i primi a comprendere la complessità del fenomeno mafioso, le sue ramificazioni e il sistema di complicità capace di alimentarne il potere. Consapevole che la mafia non potesse essere combattuta con iniziative isolate, progettò e avviò una struttura innovativa, fondata su un metodo di lavoro capace di unire le forze e costruire legami di fiducia e collaborazione tra quanti sono chiamati a difendere la democrazia. Pose così le basi del pool antimafia, cambiando profondamente l’azione dello Stato contro la criminalità organizzata. Fu anche un appassionato testimone della riscossa civile, soprattutto tra i giovani e nelle scuole, dove promosse la cultura della legalità. Il 29 luglio 1983 fu assassinato dalla mafia, che tentò di fermarne le idee facendo esplodere un’autobomba davanti alla sua abitazione, in pieno centro a Palermo. Nell’attentato persero la vita anche i Carabinieri della scorta, il Maresciallo Mario Trapassi e l’Appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile. A 43 anni da quel tragico giorno, ricordare il giudice Chinnici significa custodire la memoria di un servitore dello Stato e rinnovare il nostro impegno per la legalità. Il suo esempio ci ricorda che giustizia, verità e memoria si difendono ogni giorno, con responsabilità, coraggio e unità".
Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione dell'anniversario dell'attentato al giudice Rocco Chinnici.
IL MINISTRO CARABINIERI