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35 anni fa l’assassinio di Libero Grassi

29 ago 2026

"«Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso…». Scriveva così Libero Grassi nella lettera che affidò al Giornale di Sicilia e che il quotidiano pubblicò il 10 gennaio 1991.
Parole semplici, ferme, rivolte direttamente a chi pretendeva di imporgli il pizzo e di entrare nelle scelte della sua azienda e della sua vita. Libero Grassi disse no. Denunciò gli estorsori e rese pubblico il ricatto mafioso, rivendicando il diritto di ogni imprenditore a lavorare liberamente.
Lo fece pagando anche il prezzo dell’isolamento e dell’indifferenza. Non arretrò.
Il 29 agosto 1991, trentacinque anni fa, la mafia lo assassinò a Palermo.
Da solo, come ogni mattina, si stava recando nella sua fabbrica tessile. Fu colpito alle spalle, vilmente. 
Ritengo che non avessero il coraggio di confrontarsi con il suo sguardo. Quello di un Uomo forte e libero. Un imprenditore che era tornato in Sicilia per scelta, per dare lavoro - sinonimo di libertà - e offrire una possibilità di crescita e sviluppo.  
Pensavano di cancellarne la voce. Quella voce, invece, è diventata coscienza, esempio e responsabilità collettiva.
Oggi ricordare Libero Grassi significa non lasciare mai solo chi trova il coraggio di denunciare. Significa essere al suo fianco con la presenza concreta dello Stato, delle Istituzioni e dell’intera società.
Perché la mafia si nutre del silenzio e della paura. La libertà cresce attraverso il coraggio e la legalità.
Una libertà che abbiamo il dovere di difendere ogni giorno, attraverso le nostre scelte e il nostro agire quotidiano". Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

RICORRENZE IL MINISTRO

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