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17 anni fa il terremoto dell’Aquila

17 anni fa il terremoto dell’Aquila
17 anni fa il terremoto dell’Aquila

creative commons creative commons creative commons Immagini messe a disposizione con licenza
CC BY-NC-SA 4.0 DEED

6 aprile 2009, ore 3:32. L'Aquila.
Il silenzio della notte si spezza.

Una scossa violenta, improvvisa, cambia per sempre il destino di una città e di un intero territorio.

La terra libera una forza devastante: case crollano, strade si interrompono, vite si spezzano.
309 persone non tornano mai più, oltre 1500 sono i feriti, migliaia restano senza casa. Interi quartieri vengono cancellati, comunità ferite nel profondo.

Eppure, in mezzo alle macerie, qualcosa resiste: il coraggio.

Le mani che scavano, gli sguardi che cercano, il silenzio carico di speranza tra una scossa e l’altra. Ogni voce sotto le pietre diventa un motivo per non fermarsi. Ogni vita salvata è una luce accesa nel buio.

Il ricordo di quei giorni è una ferita nella memoria collettiva del Paese. Così come resta indelebile la straordinaria solidarietà che unisce l’Italia intera.

Tra i primi ad arrivare ci sono anche gli uomini e le donne della Difesa, che mettono a disposizione tutto ciò che hanno: forza, competenze, presenza. Scavano tra le macerie, soccorrono i feriti, confortano chi ha perso tutto. Vegliano notti intere, senza mai fermarsi, perché ogni istante può fare la differenza.

Nei giorni successivi, quando il dolore e la paura lasciano spazio all’incertezza, ogni gesto — anche il più piccolo — diventa essenziale. Una coperta, una parola, una mano tesa: fili sottili che tengono viva la speranza.

Perché, anche tra le macerie, la speranza può essere fragile. Ma non è mai sola.

"A 17 anni da quella notte che ha cambiato tutto, ricordiamo chi non c’è più e ci uniamo al dolore che ancora oggi abita nei cuori dei loro familiari e nelle comunità segnate da quegli attimi."
Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

IL MINISTRO RICORRENZE

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