L’Ordinario Militare incontra i caschi blu italiani di UNIFIL
La visita nella base “Millevoi” di Shama è stata un’occasione per incontrare il personale italiano impegnato nel Sud del Libano
Shama 01 lug 2026
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L’Ordinario Militare per l’Italia, Monsignor Gian Franco Saba, ha visitato la base “Millevoi” di Shama, sede del contingente italiano di UNIFIL nel Sud del Libano, per incontrare i militari italiani impegnati nella missione delle Nazioni Unite e celebrare una funzione religiosa per il personale. La visita si è svolta nell’area di responsabilità del Sector West, attualmente a guida Brigata “Sassari”, in una fase che continua a richiedere presenza, attenzione e capacità di operare con equilibrio sul terreno.
Accolto dal Capo Missione e Comandante delle Forze di UNIFIL, Generale di Divisione Diodato Abagnara, e dal Comandante del contingente italiano e del Sector West, Generale di Brigata Andrea Fraticelli, Monsignor Saba ha incontrato una rappresentanza del personale nazionale schierato nella missione.
Nel corso della giornata, la visita ha offerto l’occasione per richiamare il valore del servizio svolto quotidianamente dal personale italiano nel Libano meridionale: un impegno che si traduce nella presenza sul territorio, nel rapporto con le comunità locali e nel contributo alla stabilità di un’area ancora fragile. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle attività condotte dal contingente a favore della popolazione, con iniziative di cooperazione civile-militare rivolte alle fasce più vulnerabili e alle comunità maggiormente esposte agli effetti della crisi e degli sfollamenti interni.
La visita è proseguita nella chiesa della base, dove monsignor Saba ha presieduto la celebrazione eucaristica. Durante la funzione, dodici militari italiani hanno ricevuto il sacramento della cresima. Rivolgendosi al personale, l’Ordinario Militare ha sottolineato il valore umano e professionale del servizio svolto dai militari italiani nelle missioni internazionali, richiamando l’importanza della responsabilità individuale, della vicinanza alla popolazione locale e della capacità di operare con misura anche nei contesti più complessi.
L’incontro con i caschi blu italiani ha confermato la centralità del personale nella missione UNIFIL: uomini e donne chiamati ogni giorno a coniugare prontezza operativa, dialogo e attenzione alla popolazione, nel quadro dell’impegno italiano per la stabilità del Libano meridionale.
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