Cerimonia in ricordo dei Caduti della Prima Guerra Mondiale.
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Si è svolta oggi, a Caporetto (Kobarid), in Slovenia, la cerimonia commemorativa dedicata ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Un appuntamento dal profondo valore storico e simbolico, volto a onorare il sacrificio di migliaia di soldati e a ribadire i legami di pace e fratellanza tra Italia e Slovenia.
All'evento ha preso parte Il Capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli.
Presenti anche importanti cariche istituzionali di entrambi i Paesi come il Segretario di Stato al Ministero della Difesa sloveno, Erik Kopač, l’Ambasciatore d'Italia in Slovenia, Giuseppe Cavagna, la Console Generale d'Italia a Capodistria, Simona Ciuffoni, il Sindaco di Cividale del Friuli, Attilio Vuga ed il Sindaco di Caporetto, Marko Matajurc. A testimonianza della volontà comune di trasformare i luoghi del conflitto in spazi di dialogo e riconciliazione.
Nel corso della cerimonia, è stata messa in luce la complessità storica della battaglia, ricordandone il tragico impatto umano ma sottolineando al contempo la capacità di riscatto e l'importanza della memoria condivisa.
Riflettendo sulla portata di quegli eventi, il Generale Rispoli ha sentitamente sottolineato il significato profondo di questa ricorrenza, evidenziando come dal dolore di ieri si sia intrapreso un percorso condiviso e consapevole dell’importanza del dialogo fra le nazioni.
“La Battaglia di Caporetto resta impressa nella nostra storia come una pagina tragica, segnata dal dolore, dal disorientamento e da un immenso sacrificio umano. In questa terra la storia ci ha messo alla prova, ma è dal valore riscoperto a Caporetto che sono germogliate le nostre vittorie del Piave e del Grappa: la grandezza non sta nel non cadere mai, ma nel saperci rialzare sempre".
Il Generale ha inoltre posto l'accento sulla dimensione umana e universale del sacrificio dei soldati, sottolineando la transizione del luogo da teatro di scontro a spazio di concordia. "Qui non vediamo solo la sconfitta o la tragedia: vediamo l'umanità. Vediamo figli, padri, fratelli che, pur nella morsa dell'angoscia, non persero la propria dignità, donando il bene più prezioso, la propria vita, al servizio della Patria e dei propri commilitoni. La nostra presenza qui, spalla a spalla, trasforma questo luogo da simbolo di frattura a ponte di riconciliazione."
Infine, l'intervento si è chiuso con un monito per il futuro e un tributo solenne a quanti persero la vita sul fronte.
“Da questo luogo di antica sofferenza, dobbiamo riaffermare con forza che l'unica vittoria possibile, l'unica vera conquista dell'essere umano, è la concordia tra i popoli. A tutti i nostri Caduti della Prima Guerra Mondiale, che hanno combattuto in questa terra, come su tutti gli altri fronti, va il nostro inchino più profondo, la nostra commossa gratitudine e la nostra preghiera."