L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SFIDA DELLE SFIDE, ACCELERATORE COGNITIVO DA GOVERNARE
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“L’Intelligenza Artificiale è la sfida delle sfide: è un fattore moltiplicatore che rende efficaci le altre tecnologie, dal quantum computing ai big data, dal cyber ai sistemi autonomi. Se padroneggiata e governata, garantisce un vantaggio strategico e competitivo in tutti i domini: tradizionali, nuovi ed emergenti”. Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti - con delega alla Formazione ed alle Pari Opportunità - alla 3^ conferenza sulle discipline STEM nella Difesa “La sfida dell’Intelligenza Artificiale e la sicurezza comune” promossa dalla Senatrice alla Scuola Navale “F. Morosini” in occasione della terza “Settimana nazionale delle discipline Scientifiche, Tecnologiche, Ingegneristiche e Matematiche - STEM (Legge 187/2023). “Investire nelle STEM - ha sottolineato Rauti- è una scelta di “Sistema Paese”: significa rimuovere stereotipi e condizionamenti di genere; allineare domanda ed offerta lavorativa; e costruire competenze per professionisti del futuro. Il pensiero STEM non può prescindere dai saperi umanistici (STEAM) per un equilibrato neo umanesimo tecnologico in cui gli strumenti siano al servizio dell’uomo senza sostituirlo; in una necessaria visione etica ed antropocentrica”.
La conferenza si è aperta con i messaggi del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto ; del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Professor Giuseppe Valditara e del Ministro dell' Università e della Ricerca, Sen. Anna Maria Bernini; Questo terzo appuntamento “STEM e Difesa” “è stato dedicato all’Intelligenza Artificiale - ha dichiarato Rauti - come chiave essenziale per interpretare i nuovi scenari e governarne la complessità. L’Intelligenza Artificiale è un fattore moltiplicatore: rende efficaci le altre tecnologie, dal quantum computing ai big data, dal cyber ai sistemi autonomi garantendo un vantaggio strategico e competitivo in tutti i domini, tradizionali, nuovi ed emergenti”.
Il convegno si è articolato in quattro panel coordinati da Alessio Jacona, curatore dell’Osservatorio IA dell’ ANSA. Tra i relatori qualificati, gli esperti di IA, Prof.ssa Barbara Caputo, ordinario al Politecnico di Torino e consigliera IA del Ministro della Difesa e Padre Paolo Benanti, Presidente della Commissione IA per l’Informazione della Presidenza del Consiglio.
Come nelle precedenti edizioni del 2024 e 2025 , l'evento ha coinvolto l’intera piramide formativa della Difesa: Scuole Militari, Scuole Sottufficiali, Accademie delle Forze Armate e della Guardia di Finanza ed il Centro Alti Studi Difesa (CASD).
“L’utilizzo delle nuove tecnologie - ha sottolineato il sottosegretario- richiede competenze specialistiche e la formazione in ambito Difesa come asset strategico si sta evolvendo in chiave interforze ed interoperabile per adattare lo strumento militare alle nuove sfide e minacce ibride.
“Il contributo dei nostri giovani studenti , nativi digitali, a questa Conferenza è stato di alto livello e fortemente stimolante. È la dimostrazione che investire su di loro significa gettare le premesse di ogni futuro sviluppo: formiamo professionisti completi della Difesa, non robot, capaci di pensiero critico, di creatività , di visione con senso di responsabilità.
L’Intelligenza Artificiale è un moltiplicatore cognitivo ed un motore di capacità: il suo impiego rende la Difesa più efficace perché trasforma i dati in capacità operative e supporta il processo decisionale. Ma il vero cambio di passo non è nell’impiego delle tecnologie ma nel governo delle tecnologie; con un approccio adattivo e predittivo, mantenendo sempre il soldato al centro dell’ecosistema della Difesa. Siamo in una fase di competizione globale anche sul quantum e sulle tecnologie emergenti e dirompenti , che comportano enormi vantaggi militari ed economici ma anche una responsabilità morale. Un uso eccessivo e delegato dell’Intelligenza Artificiale generativa comporta costi cognitivi e rischi di perdita della capacità creativa e di giudizio. Come ci ricorda Papa Leone XIV, cedere alle macchine le funzioni vitali del pensiero è un rischio: per questo i saperi umanistici restano un’ancora di salvezza per il libero pensiero. Senza libertà non c’è sovranità e senza sovranità non c’è sicurezza”.