Comunicato Stampa n. 45 del 30 Ottobre 2026
30 ott 2026
Difesa: il Villaggio della Difesa presso il Circo Massimo a Roma diventa un luogo di raccoglimento e di vicinanza ai nostri Caduti e ai feriti
Aprirà al pubblico oggi alle 14:00
Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre erano al servizio dell’Italia. Quattro persone, quattro storie, quattro famiglie che oggi stanno affrontando un dolore immenso. A loro, ai loro cari e ai militari rimasti feriti nel tragico incidente in Bosnia-Erzegovina va il pensiero commosso e la vicinanza del Ministro della Difesa e di tutta la comunità della Difesa.
In queste ore di profondo dolore, abbiamo sentito il dovere di dare un significato diverso al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo in occasione delle celebrazioni del 4 novembre.
Il Villaggio era stato pensato come uno spazio di incontro tra le Forze Armate e i cittadini, un luogo di festa, di conoscenza e di riconoscenza verso le donne e gli uomini che ogni giorno servono il Paese. Oggi, alla luce di quanto accaduto, quel luogo assume un significato ancora più profondo. Diventa uno spazio di raccoglimento, di memoria e di partecipazione, nel quale l’intera comunità nazionale possa stringersi idealmente attorno ai nostri Caduti, alle loro famiglie, ai feriti e a tutti coloro che stanno vivendo queste ore difficili.
Per questo abbiamo annullato la cerimonia inaugurale prevista per oggi. Il Villaggio aprirà comunque al pubblico alle ore 14.00, ma non sarà una festa. Sarà un luogo nel quale ciascuno potrà manifestare, con un gesto semplice e sincero, la propria vicinanza: portando un fiore, lasciando un biglietto, dedicando una preghiera o anche soltanto fermandosi qualche minuto in silenzio.
Vorremmo che ogni cittadino che passerà dal Circo Massimo sentisse quel luogo anche un po’ suo. Perché le Forze Armate non sono un mondo separato dalla società: appartengono al popolo italiano e al popolo italiano rendono servizio. E quando quattro dei nostri militari perdono la vita mentre servono l’Italia, è giusto che tutto il Paese senta il dovere di fermarsi, ricordarli e stringersi alle loro famiglie.
Nessuna parola può restituire ciò che è stato perduto. Nessun gesto può colmare il vuoto lasciato da una vita spezzata. Ma possiamo esserci. Possiamo far sentire alle famiglie che non sono sole, accompagnare con affetto i feriti e i loro cari, testimoniare la gratitudine e il rispetto di un’intera comunità.
La Difesa è una grande famiglia. Oggi è una famiglia ferita, che piange i propri figli, ma che trova nella solidarietà, nella vicinanza e nella condivisione del dolore la forza per stringersi ancora di più.
Basterà un fiore, un pensiero! Il modo più semplice e più bello per dire a Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura che l’Italia non li dimentica.