Sistema sangue e difesa nazionale: IGESAN al centro del convegno alla Camera
Ispettorato Generale della Sanità Militare
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Nella prestigiosa cornice della Sala della Lupa, si è svolto il 23 marzo 2026 il convegno dal titolo “Una goccia per la vita: la carenza di sangue ed emoderivati in Italia. Il ruolo delle Forze Armate a servizio del sistema sangue del Paese”, promosso dall’On. Lorenzo Cesa, Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della NATO. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto istituzionale e scientifico su una tematica di crescente rilevanza per la sanità pubblica: la disponibilità di sangue ed emoderivati, risorsa essenziale per garantire continuità assistenziale e risposta alle emergenze.
All’evento, in cui è stata presentata ufficialmente la proposta di legge per l’istituzione del “Donatore in divisa”, hanno preso parte autorevoli esponenti del mondo politico, accademico e militare tra cui il Tenente Generale medico Carlo Catalano, Ispettore Generale della Sanità Militare, la senatrice Paola Binetti, il Ten. Gen. medico (cgd) Francesco Tontoli, Presidente Nazionale A.N.S.M.I., la Prof.ssa Luciana Teofili, Direttrice Generale del Centro Nazionale Sangue e il Dr. Vincenzo De Angelis, Presidente della European School of Transfusion Medicine. Nel corso dei lavori è emersa con chiarezza la necessità di rafforzare le strategie di raccolta e gestione del sangue, anche alla luce delle criticità strutturali e delle fluttuazioni stagionali che incidono sulla disponibilità delle scorte.
Nel suo intervento, l’Ispettore Generale ha sottolineato il ruolo strategico delle Forze Armate nel supporto al sistema sangue nazionale, evidenziando come "la Sanità Militare rappresenti una componente altamente qualificata e prontamente mobilitabile in situazioni di emergenza attraverso la presenza territoriale di centri come Roma, La Spezia e Taranto. L’importanza di istituzionalizzare una governance civile-militare e la predisposizione di protocolli e procedure del sistema sangue - ha sottolineato il Generale - renderebbe non solo i sistemi interoperabili ma concorrerebbe direttamente ad elevare le capacità complessive di sicurezza nazionale attraverso una pianificazione e costante verifica di ogni funzione strategica in risposta ai mutevoli scenari di crisi".
Il convegno si è concluso con l’impegno condiviso di rafforzare la collaborazione inter istituzionale e di promuovere una cultura della donazione sempre più diffusa, nella consapevolezza che anche una singola goccia può fare la differenza tra la vita e la morte.
Redazione del Giornale di Medicina Militare