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Articolo del:

7 novembre 2009

Il Riformista

Il nostro La Russa quotidiano

Ignazio La Russa
Caro direttore, eccomi alla mia oramai abituale lettera al Riformista, che segue ogni vostro ''interessamento'' alle mie modeste azioni politiche.
Questa volta rispondo a un articolo di Francesco Bonami, che non ho il piacere di conoscere ma che di sicuro deve avere molti titoli per arrogarsi il diritto di decidere che sbaglia non tanto e non solo La Russa ma tutta la Chiesa cattolica, compreso il Sommo Pontefice, nel considerare importante l'esposizione del Crocefisso da lui definito testualmente  «un piccolo souvenir» che nulla avrebbe a che fare con «la vera fede».
Naturalmente giù le offese più villane a chi non è d'accordo con lui. Passi per La Russa: fra l'altro mi imputa d'essere io la vera offesa alla religione, immagino per aver contestato un professorino che toglieva il crocefisso  dall'aula ogni volta che entrava o un altro presunto professore che pontificava contro il terribile oltraggio verso i non cattolici costituito dalla presenza del simbolo della civiltà cristiana. Ce n'è anche per il ministro Gelmini o per chiunque non accetti  il fatto che ''il Messia'', che lui chiama «il poveraccio», non volesse certo diventare, testualmente, «un logo tipo quello della McDonald» o peggio «il testimonial del Vaticano». E si rallegra pensando che sarebbe stato peggio se Gesù fosse stato appeso alla forca o fucilato. Non gli viene nemmeno in mente che le sue parole, oltre che offensive al di là di ogni immaginazione, appaiano di una tale presunzione da sfiorare la patologia. Ma si sa, siamo noi non illuminati da una convinta formazione culturale marxista o almeno ateista a poter essere accusati di ogni inadeguatezza non solo di pensiero ma anche di politica («Pensate se La Russa dovesse decidere e bombardare un altro Paese»). E allora che dire, forse nulla. Al massimo un sorriso di compatimento e di stupore per tanta improntitudine. Ma anche, mi perdoni l'illustre uomo di penna e di cultura, una piccola correzione che riguarda il sottotitolo in corsivo che riprende l'articolo. La frase «potete morire ma non toglieremo mai il crocefisso dalle aule» non può mai significare un ''augurio'' di morte per qualcuno. Come è evidente nel linguaggio comune, significa che in nessun caso riuscirete a farci togliere il crocefisso. Non capirlo è malafede. Non mi convincerò mai del contrario, neanche morto (giuro che così dicendo non mi auguro di morire).
Pagina pubblicata il 05-03-2011