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Articolo del:

19 gennaio 2006

e’ITALIA

ITALIA e STATI UNITI d'AMERICA: un legame che dura da 60 anni

Testo in lingua italiana ed inglese
Antonio Martino *

Con questo numero la redazione di éItalia inaugura la rubrica “Dalla Difesa” realizzata anche grazie alla preziosa collaborazione editoriale dell’On. Prof. Antonio Martino, Ministro della Difesa.

Dal momento che questa nuova sezione accompagna anche la prima uscita dell’edizione locale della nostra rivista in America, èItaliafor USA, abbiamo deciso di pubblicare integralmente il discorso pronunciato dal Ministro a Nettuno per la celebrazione del 60° Anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Un atto ufficiale della grande riconoscenza che innanzitutto l’Italia e anche l’Europa dichiarano nei confronti degli Stati Uniti d’America, protagonisti di un sacrificio epocale per la nostra liberazione del nazifascismo; un atto anche di riconoscenza del sempre più forte e sincero legame che da allora intercorre tra il nostro Paese e gli Stati Uniti d’America.
 
“Una settimana prima della battaglia di Trenton nel 1776 Thomas Paine incitava i coloni americani a battersi per la libertà con queste parole: "Stimiamo poco quanto riusciamo ad avere a buon mercato. E' solo il costo che dà ad ogni cosa il suo valore. La Provvidenza sa come fissare un prezzo appropriato ai sui beni; e sarebbe davvero molto  strano, se un bene così fondamentale come la Libertà non si dovesse pagare a caro prezzo."

E’ questa la costante di tutta la Storia americana, la missione che il popolo americano si è data: la difesa della Libertà e la disponibilità a sopportarne il costo, quale esso sia. La continuità di questa missione spiega come il 20 gennaio 1961, 185 anni dopo, parole analoghe a quelle di Paine siano state pronunciate da John Kennedy nel suo discorso di insediamento: “Pagheremo qualsiasi prezzo, sopporteremo qualsiasi peso, affronteremo qualsiasi sacrificio, aiuteremo qualsiasi amico, combatteremo qualsiasi avversario, pur di assicurare la sopravvivenza e il successo della libertà”.

Dal 1776 ad oggi a nessuna generazione di americani è stato risparmiato l’onere di difendere la libertà con le armi. Quaranta milioni di americani, uomini e donne, hanno risposto all’appello e più di un milione hanno sacrificato la loro vita nella convinzione che la difesa della libertà meriti persino il sacrificio estremo della vita. Nel 1944, qui, fu combattuta una delle grandi battaglie della seconda guerra mondiale. Avanzando da Sud per liberare Roma, le forze alleate, sbarcate fra Anzio e Nettuno, crearono su queste spiagge una testa di ponte. Oggi noi ricordiamo ed onoriamo i soldati di tante nazioni, americani soprattutto, che qui combatterono e morirono per la salvezza del Vecchio Continente. Qui 7.861 militari americani caddero nel fiore degli anni, a migliaia di chilometri dai luoghi di nascita e dagli affetti familiari. E questo è solo uno dei tanti cimiteri in cui riposano i nostri liberatori, i liberatori dell’Italia e dell’Europa. L’America ha combattuto una dura guerra contro un’orribile dittatura ed i suoi alleati e l’ha vinta. Ha lasciato Costituzioni democratiche e liberi Parlamenti dove aveva trovato dittatori. Basta scorrere le immagini d’epoca o ascoltare il racconto dei sopravvissuti o leggere le memorie lasciateci, per toccare con mano l’entusiasmo, l’ottimismo, la fiducia che suscitavano le truppe degli Stati Uniti. I volti sorridenti dei ragazzi della V Armata fanno parte del ricordo collettivo del nostro popolo. Nessuno dimentica la loro generosità, la loro giovialità, la loro umanità. Il sacrificio richiesto per liberare l’Italia fu spaventoso. Eppure le nazioni libere non rifiutarono di affrontarlo. Scontri durissimi furono indispensabili per sfondare le difese naziste ed entrare vittoriosamente nella Capitale, il 6 giugno del 1944, e dall’Urbe risalire la Penisola fino a cacciarne le truppe naziste ed il regime fascista. Come non dimentichiamo il risolutivo, nobile intervento militare che determinò la sconfitta del nazifascismo, così non scordiamo il forte sostegno che con altrettanta generosità gli Stati Uniti accordarono alla nostra fragile democrazia del dopoguerra. Dalla liberazione all’aiuto economico, dall’alleanza atlantica alla difesa del mondo libero nella guerra fredda, il legame italo-americano è sempre stato forte e vitale. I rapporti fra Italia e Stati Uniti sono politici, militari, economici, culturali. Sono rapporti saldissimi perché basati più sulla comunanza di valori che sulla convergenza di interessi. I fondamenti del mondo civile sono patrimonio comune dei nostri due popoli: libertà individuale, democrazia politica, economia di mercato, Stato di diritto, umanesimo morale.

L’alleanza fra Italia e Stati Uniti, nata nel secondo dopoguerra, è il frutto di relazioni antiche, di comunanze storiche, di sentimenti di fratellanza. Le gesta dei caduti qui sepolti richiamano alla nostra mente le immortali parole pronunziate da Patrick Henry il 23 marzo del 1775: “La vita è così cara, o la pace così dolce, da essere comparata al costo di catene e schiavitù? L’impedisca, Dio Onnipotente! Io non so che direzione altri possano prendere, ma per quanto mi riguarda, datemi la libertà o datemi la morte!” Essi andarono incontro alla morte per la nostra libertà. Il nostro debito di gratitudine è imperituro.
Viva gli Stati Uniti d’America! Viva l’Italia!”

* Ministro della Difesa

 

ITALY and the United States: a friendship lasting 60 years

This edition of éItalia inaugurates the new editorial titled “Dalla Difesa”(From the Defence Ministry), written and realised with the participation of Minister for Defence, the Hon. Prof. Antonio Martino.

As the introduction of this new section coincides with the debut of the local edition of our magazine for the US, éItaliaforUSA, we have decided to publish the unabridged speech given by the Minister during celebration marking the 60th Anniversary of the end of the Second World War. The event was an official declaration of the great gratitude felt by Italy and indeed the whole of Europe towards the United States, for the nation’s heroic sacrifice to liberate the continent from the Nazis and Fascism, and an opportunity to celebrate the ever stronger bond of friendship between Italy and the US.

Week before the battle of Trenton in 1776 Thomas Paine, stirred the American colonials to fight for freedom with these words: “What we obtain too cheap, we esteem too lightly: it is dearness only that gives every thing its value. Heaven know how to put a proper price upon its goods; and it would be strange indeed if so celestial an article as freedom should not be highly rated.” And this is an unfaltering theme throughout the history of the US, and a mission that the American people have undertaken: the defence of freedom, and the willingness to pay any price in doing so.

The nation’s belief in this mission explains why 185 years later, on January 20h, 1961, similar words to Paine’s were spoken by John F Kennedy during his inaugural address: “We shall pay any price, bear any burden, meet any hardship, support any friend, oppose any foe, in order to assure the survival and the success of liberty.” From 1776 to the present day, not one generation of Americans has been spared the burden of defending freedom through armed conflict. Forty million American men and women have risen to the call, and more than a million of these have given their lives in the conviction that defending freedom is worthy of the supreme sacrifice. In 1944, one of the greatest battles of the Second World War was fought here. In their advance from the South to liberate Rome, the Allies landed between Anzio and Nettuno, setting up a bridgehead on these beaches. Today we commemorate and honour soldiers from a multitude of nations, most of them Americans, who fought and died to liberate the Old Continent. Here, 7.861 Americans were cut down in the prime of their life, thousands of miles from their birthplace and from the warmth of their families. This is but one of the many cemeteries where our liberators – the liberators of Italy and Europe – lie. America fought a bitter war against an abominable dictatorship and its allies, and won. It left behind democratic constitutions and free parliaments where it had found dictators. We need only watch the newsreels of the era, listen to the accounts of survivors or read the memories handed down to us to  get a glimpse of the enthusiasm, optimism and trust that the presence of American troops instilled. No one has forgotten their generosity, joviality and compassion. The sacrifice called for to free Italy was truly appalling – and yet the free nations did not waver in their response. Much harsh fighting was needed to burst though Nazi defences and enter the capital victoriously, to then continue up through the peninsula, driving out the Nazi troops and crushing the fascist regime. Just as we shall never forget the resolute and noble military action that defeated the Nazis and Fascists, so shall we not forget the substantial and equally generous support extended by the United States to help our fragile post war democracy. From liberation to economic aid and from the North Atlantic treaty to the defence of the free world during the cold war, there has always been a strong and dynamic bond between Italy and the US. The relations between Italy and the United States are political, military, economic and cultural. These are extremely sound relations, as they are founded on both shared values and common interests. The precepts of the civilised world are the common heritage of our two peoples: freedom of the individual, political democracy, a free market economy, a State of rights and moral humanism.

Although forged at the end of the Second World War, the alliance between Italy and the US is based on time honoured relations, shared history and a feeling of brotherhood. The acts of those who fell and are buries here call to mind the immortal words uttered by Patrick Henry on March 23h, 1775: “Is life so dear, or peace so sweet, as to be purchased at the price of chains and slavery? Forbid it, Almighty God! I know not what course others may take, but as for me, give me liberty or give me death!” These Americans went to their deaths for our liberty, and our debt of gratitude is eternal.
“Long live the United States of America! Long live Italy!

* Minister of Defence

Pagina pubblicata il 05-03-2011