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Bandiera distintiva del Ministro della Difesa
 

Articolo del:

3 gennaio 2006

La Sicilia

Energia e sviluppo

Antonio Martino *

La crisi nei rapporti fra la Federazione Russa e l’Ucraina, con la conseguente riduzione delle forniture di gas russo all’Europa, suggerisce due considerazioni fondamentali per comprendere il mondo in cui viviamo: l’enorme importanza di una seria politica energetica e l’interdipendenza internazionale senza precedenti che caratterizza il nostro tempo. Quanto alla prima, cui abbiamo ripetutamente fatto cenno in precedenza, non è necessario fare un grande sforzo di fantasia per comprendere come il nostro modo di vivere, la nostra civiltà, il nostro benessere dipendano in modo cruciale dalla disponibilità di energia a prezzi abbordabili. In sua assenza entrerebbero in crisi non solo fabbriche, l’agricoltura, il commercio, l’artigianato e tutte le attività produttive, ma persino le nostre case, che abbisognano di energia per il controllo della temperatura (riscaldamento d’inverno, refrigerazione d’estate), la conservazione dei cibi e la loro cottura, nonché la miriade di elettrodomestici ormai divenuti indispensabili. Per non parlare degli ospedali e delle cliniche, del mondo dei servizi, delle banche, e così via. Il grado di civiltà cui siamo pervenuti, dopo processi millenari, dipende dall’energia.

Ritenere che il problema lo si possa facilmente liquidare con confusi accenni all’energia solare significa essere irresponsabilmente ignoranti della realtà del nostro tempo.

E’ necessario anzitutto che si presenti in modo corretto il problema all’opinione pubblica: la gente deve capire che non ci si può opporre con manifestazioni più o meno pacifiche alla costruzione di centrali o di termovalorizzatori e poi scendere nuovamente in piazza al primo black out, alla prima discontinuità nella erogazione di energia. Né ha molto senso opporsi all’energia nucleare (la più sicura, pulita ed economica fonte di energia) e poi tacere sul fatto che l’Italia dipende dall’energia nucleare… prodotta da altri! Questa schizofrenia – volere i vantaggi della disponibilità di energia a buon prezzo, ma opporsi a tutto ciò che potrebbe garantirci quel risultato – è il classico esempio del volere la siringa piena e la moglie drogata, per usare una versione aggiornata di un proverbio tradizionale. La gente deve sapere che esponenti politici che negano l’esistenza del problema e che, con irresponsabile faciloneria, affermano che esistono formule magiche per la sua soluzione, rinviando l’adozione di scelte serie in materia energetica, ci condannano, se ascoltati, a dover affrontare problemi giganteschi e non più solubili in un futuro forse molto prossimo. La politica energetica dovrebbe essere la cartina tornasole dell’affidabilità di cui ci chiede consenso.

Quanto all’interdipendenza internazionale se ne parla profusamente da anni, spesso in termini sbagliati, attribuendo alla “globalizzazione” responsabilità che non ha, dando l’impressione che il suo opposto, la chiusura verso l’esterno, potrebbe essere utile. Lasciando questi problemi per un’altra occasione, il fatto che un contenzioso fra Federazione Russa ed Ucraina potrebbe impedirci di riscaldare le nostre case dovrebbe farci rendere conto di un’ovvietà per troppo tempo trascurata. Nel mondo moderno i rapporti internazionali sono essenziali anche per il nostro benessere, per la salute della nostra economia, per le nostre speranze di sviluppo, per l’occupazione. La politica internazionale, estera e di sicurezza, è di gran lunga l’aspetto più importante delle nostre politiche pubbliche: non è, come implicitamente si crede, uno dei compiti dello Stato, è lo Stato in quanto soggetto di relazioni internazionali. L’Italia non ha una politica internazionale, l’Italia è la sua politica internazionale.

Se tutto questo è vero, ed a me sembra del tutto ovvio, nei programmi dei partiti e delle coalizioni di partiti gli elettori faranno bene a dedicare la massima attenzione alla politica internazionale ed alla politica energetica, chiedendosi se le tesi proposte siano se non altro plausibili. In caso di risposta negativa, faranno bene a tenersi lontani da chi ci condurrebbe verso problemi enormi e, a breve termine, del tutto insolubili.

* Ministro della Difesa

Pagina pubblicata il 05-03-2011