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Versione Italiana

Uniti per il Paese, come 100 anni fa

Focus Difesa - Gianluca Greco

Roma,  6 giugno 2018

​"Festa della Repubblica, uniti per il Paese", questo il tema scelto per quest'ultima edizione della Rivista del 2 giugno.

Un messaggio che ha voluto richiamare quel principio di "unità" perseguito e raggiunto un secolo fa a Vittorio Veneto, e che oggi si riflette nell'operato di tutte le componenti attive del Paese.

La Rivista sui Fori Imperiali ha voluto sottolineare proprio l'impegno della grande famiglia di 'Servitori dello Stato' che, "uniti per il Paese", come cento anni fa, con abnegazione e spirito di servizio, non esitano mai a offrire il proprio apporto, consapevoli dell'importanza del proprio ruolo per la causa comune.

La manifestazione ha offerto l'opportunità per mostrare la determinazione e la tenacia con le quali il Paese sta affrontando le sfide attuali e affronterà quelle future, rievocando le straordinarie prove di coraggio e altruismo del passato. Grandi sfide che, già un secolo fa, furono vissute con il coinvolgimento di tutte le forze del Paese.

Il ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale è stato l'elemento che ha maggiormente caratterizzato le celebrazioni. A distanza di un secolo dalla decisiva battaglia di Vittorio Veneto, la Rivista ha offerto un'occasione per riflettere sulla storia del nostro Paese, commemorando quegli esempi di abnegazione e generosità estrema che hanno illuminato il Risorgimento e hanno animato di coraggio e amor patrio lo spirito delle successive generazioni di italiani.

Questo appuntamento ha reso un solenne omaggio a tutti gli Italiani che, in uniforme e nella vita civile, in Patria o all'estero, sui campi di battaglia o in prigionia, nelle fabbriche o nelle campagne, nelle difficoltà di un quotidiano arduo e faticoso, seppero superare momenti difficili stringendosi attorno al Tricolore e riscattando l'onore dell'intera Nazione.

Sono stati emblema di questa coesione i 400 Sindaci e amministratori che, con indosso la fascia Tricolore, hanno aperto la sfilata in rappresentanza di tutti gli ottomila loro colleghi di ogni parte d'Italia.

Molti di loro provenivano infatti dai Comuni che hanno avuto un ruolo importante negli eventi bellici. Con il loro passaggio, essi hanno contribuito al ricordo della Grande Guerra, suggellando quel grande sforzo compiuto da ogni singola realtà territoriale nel corso di quel conflitto, che può essere considerato come la prima vera e grande esperienza collettiva per gli italiani.

Del resto, i Comuni e le Città d'Italia, nonostante il sacrificio delle loro migliori generazioni, e le sofferenze vissute dalle loro comunità durante le tragedie del conflitto, fedeli all'ideale di unità, non hanno mai esitato a fornire il proprio sostegno al fronte.

È seguito un momento particolarmente emozionante che ha visto protagoniste le Bandiere delle Unità che hanno combattuto durante la Grande Guerra o che ne hanno ereditato le tradizioni.

Il loro passaggio, insieme a quello dei reparti in uniforme storica, ha rappresentato il solenne tributo ai nostri Caduti nell'assolvimento del dovere, e il ricordo delle dure prove affrontate dagli italiani durante quel sanguinoso conflitto, con coraggio, dignità e determinazione, ricercando e perseguendo sempre l'interesse comune del Paese. Uno spirito che, a distanza di 100 anni, continua ad ispirare l'opera dei nostri militari.

Hanno sfilato 108 bandiere dei reparti dell'Esercito che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale: 48 dei reparti ancora in vita e 60 di quelli disciolti.

Tra le bandiere presenti vi erano quella dell'Arma di Fanteria, decorata con l'Ordine Militare d'Italia, per il sacrificio, l'ardimento, la tenacia e l'audacia profuse dai soldati italiani, quella dell'Arma di Artiglieria, insignita di Medaglia d'Oro al Valor Militare per la "meravigliosa gara d'eroismi" con cui agevolò la Fanteria nel cammino verso la vittoria e quella dell'Arma di Cavalleria, mirabile esempio di abnegazione e sacrificio, decorata anch'essa con Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Le oltre 600 unità della Marina Militare, dalle più grandi navi da battaglia fino ai piccoli MAS, che hanno preso parte al primo conflitto mondiale, sono state rappresentate da 37 vessilli di navi in servizio e in disarmo.

Tra questi, la Bandiera di Guerra delle Forze Aeree della Marina decorata di Medaglia d'Argento al Valor Militare, la Bandiera Colonnella del Primo Reggimento San Marco.

Per l'Aeronautica Militare hanno sfilato i vessilli degli Stormi che hanno ereditato le tradizioni dei Gruppi di Volo e delle storiche Squadriglie della Caccia dell'Aviazione militare della Prima Guerra Mondiale.

Tra questi, i vessilli del 4° Stormo di Grosseto ed il 9° Stormo di Grazzanise, quelli del X e del XII Gruppo Caccia, che riportano nei rispettivi emblemi il "Cavallino Rampante", glorioso simbolo personale dell'"Asso degli Assi", il Maggiore Francesco Baracca, di cui quest'anno ricorre il centesimo anniversario della scomparsa.

Le Bandiere di Guerra e gli Stendardi delle unità e delle navi non più in servizio, che hanno sfilato, sono normalmente custodite ed esposte al pubblico presso il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano, istituzione permanente che salvaguarda e porta a conoscenza dei cittadini testimonianze di cultura legate alle Forze Armate italiane, al fine di condividere i valori, l'etica militare e la storia nazionale.

Sempre nel ricordo della Grande Guerra, hanno sfilato con uniformi dell'epoca, una compagnia mista di Marina, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Militare e Infermiere Volontarie della Croce Rossa, ed una rappresentanza – compagnia e banda – di "diavoli" della Brigata "Sassari".

Questi ultimi, così chiamati dagli austro-ungarici per le loro capacità nel combattimento ravvicinato, hanno dato enfasi al momento rievocativo con il suggestivo canto dell'inno "Dimonios".

Il motto "Forza Paris" (in sardo "tutti insieme") urlato dai fanti "Sassarini", è stato uno dei tanti momenti che hanno richiamato direttamente al principio di unità.

La Festa della Repubblica 2018 ha posto l'accento proprio su questo principio fondamentale rappresentando, attraverso le componenti che hanno sfilato, l'unità tra i territori, l'unità del corpo sociale e l'unità tra le generazioni.

L'unità del Paese vissuta quindi come presupposto della Repubblica, ma soprattutto come un suo obiettivo primario.

È stato un grande tributo del Paese al sacrificio di quanti ci hanno preceduto. Un momento che vuole tenere desta la memoria storica, valore irrinunciabile per la formazione di una coscienza civica nelle nuove generazioni.