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Esercitazione «Vigorous Warrior 2019» L'Alleanza Atlantica addestra i propri assetti sanitari

Editoriale - Redazione Giornale di Medicina Militare

Roma,  18 aprile 2019

​La 5a edizione dell’esercitazione NATO Vigorous Warrior, svoltasi a Cincu, Romania dal 5 al 12 aprile 2019, ha visto impiegati 29 paesi NATO insieme a 10 paesi partner dell’Alleanza Atlantica.

La Vigorous Warrior ha rappresentato un’iniziativa di decisa visibilità per i Servizi Sanitari Militari dei paesi NATO costituendo un’opportunità unica per poter mettere in mostra gli assetti sanitari specialistici, impiegati con il dispiegamento di complessi campali modulari costituiti su tende e shelter (Role 1, 2 e 3), insieme a mezzi di soccorso terrestri, aerei e navali (ambulanze tattiche, velivoli ad ala rotante e fissa per l’evacuazione sanitaria, strutture sanitarie imbarcate) ed esercitare il personale nazionale a operare integrato in ambiente multinazionale.

L’esercitazione ha registrato oltre 2500 partecipanti provenienti dai 39 Paesi (NATO e partner). Sono stati dispiegati assetti sanitari civili e militari, interforze e multinazionali, tra cui oltre 50 strutture sanitarie campali modulari di varia capacità (Role 1, 2 e 3) su 4 distinti siti di esercitazione, 3 Role 4 nazionali, siti in Romania, Ungheria e Germania, 9 ospedali civili, numerose ambulanze tattiche, tra le quali il VTMM “Orso” dell’Esercito italiano, elicotteri da sgombero sanitario, velivoli ad ala fissa per l’evacuazione strategica, assetti sanitari imbarcati su unità navali della marina militare rumena, ormeggiate nel porto di Costanza sul mar Nero, oltre a decine di ambulanze e assetti del servizio di emergenza civile rumeno (SMURD) e ungherese (HONUR).

L’esercitazione “Vigorous Warrior”, ha testato la prontezza operativa ed il coordinamento di tutti gli assetti sanitari schierati dai Paesi partecipanti in un complesso scenario di tipo sia bellico (NATO art. 5 – Collective Defence) che di emergenza civile (NATO art. 3 – Civil preparedness and Resilience), verificando anche le potenzialità di una risposta sistemica a minacce complesse, inclusi attentati in area urbana e focolai di emergenza biologica.

La Difesa italiana ha schierato numerosi assetti specialistici, sia per le attività di direzione ed organizzazione dell’Esercitazione, sia per quelle operative/addestrative con personale dell’Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri.
In particolare hanno fornito un contributo determinante per il successo dell’Esercitazione: l’Ispettorato Generale della Sanità Militare - originatore dei “Lineamenti dell’Esercitazione” e con un innovativo team di risposta ad eventi biologici, Rapid Deployable Outbreak Investigation Team (RDOIT); l’Esercito con la componente sanitaria del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA); la Scuola di Sanità e Veterinaria militare insieme al Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC), con compiti di addestramento e valutazione degli assetti sanitari schierati sul terreno; il Policlinico Militare “Celio “di Roma, con un team chirurgico avanzato (Forward Surgical Element – FSE); il Comando dei Supporti Logistici con la capacità Ground-Medevac; la Marina Militare con personale altamente qualificato nel settore della difesa biologica e dell’emergenza; l’Aeronautica Militare con un team di biocontenimento e personale inserito nella sala operativa per l’evacuazione sanitaria strategica (Patient Evacuation Coordination Cell – PECC).

La logistica di supporto alle operazioni nazionali è stata garantita da personale del Raggruppamento autonomo del Ministero della Difesa (RAMDIFE). Personale proveniente dalla Protezione Civile – Servizio Risorse Sanitarie, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Ospedale “Lazzaro Spallanzani” ha completato la rappresentanza nazionale, in un’ottica interagency.

L’esercitazione ha una volta di più evidenziato le grandi potenzialità della componente sanitaria delle Forze armate italiane, in grado non solo di garantire una piena interoperabilità con i paesi dell’alleanza in uno scenario bellico, ma anche di assicurare capacità dual use nella cooperazione civile-militare per la risposta a situazioni di disastro/emergenza in un contesto civile.