Ministero della Difesa

8 aprile 2016

L’OROLOGIO DA POLSO

IL SUO USO SI DIFFONDE NELLA GRANDE GUERRA


​Chi direbbe che quell'utile, e ormai tradizionale, oggetto che portiamo quotidianamente al polso, prima della Grande Guerra non era affatto un usuale, e "necessario", monile?
L'orologio esisteva già ai tempi del primo conflitto mondiale, ma è durante, o diremmo "a causa" della Prima Guerra Mondiale, che diviene di largo uso "da polso".


Soprattutto fra gli uomini, in guerra, il tempo era fattore cruciale. I soldati, impegnati nelle operazioni belliche, avevano bisogno di avere le mani libere e, allo stesso tempo, tuttavia, di conoscere l'ora esatta.


Soldati di terra ed aviatori avevano bisogno inoltre di coordinare le azioni fra loro. La soluzione fu quella di avere un orologio che si potesse legare all'avambraccio.


Durante la Prima Guerra Mondiale, si creò un vero e proprio uso quotidiano degli orologi da polso.


Si pensi che, nel 1916, l'azienda H. Williamson, che li produceva, annotava nel suo report annuale: «un soldato su quattro ormai porta un orologio da polso, e gli altri tre faranno in modo di averne uno nel più breve tempo possibile››.


Durante una battaglia era infatti più comodo dare uno sguardo al polso, piuttosto che estrarre l'allora diffuso orologio da taschino.
Esisteva comunque un ostacolo. Gli uomini schierati in prima linea provenivano spesso dalle classi sociali meno abbienti e quindi non potevano permettersi orologi personali per sincronizzare ad esempio le azioni dell'artiglieria con quelle della fanteria durante gli attacchi.


Il rapido aumento delle perdite di soldati, che molte volte cadevano anche per scarso coordinamento, portò i capi di stato maggiore, durante il combattimento, alla decisione di fornire, a tutti gli eserciti, comodi orologi da polso, precisi, affidabili e capaci di fornire lettura immediata dell'ora.
Le aziende produttrici cominciano quindi a munire gli orologi da polso di lancette più grandi, talvolta persino con indici luminescenti per la visione notturna.


Inizia così un'ampia produzione su scala industriale di questi orologi, per permetterne una distribuzione più veloce e, al contempo, renderli più economici.


Al termine della guerra, gli orologi rimasero agli ufficiali, favorendo la diffusione di questo oggetto nel mondo civile di tutte le culture occidentali.
Oggi, l'orologio da polso è ormai un oggetto indispensabile e di comune utilizzo, ma, per i collezionisti e gli appassionati dei "pezzi rari" del mondo militare, quei primi orologi da polso, prodotti in quegli anni dai diversi marchi d'orologeria, restano "reperti" particolari e di grande pregio.


Questa è solo uno dei tanti "nuovi" usi dovuti alla Grande Guerra. Spesso si tratta di nuovi costumi, moltissime altre volte si tratta di vere e proprie scoperte. A tal proposito, per gli appassionati di innovazioni, consigliamo il testo di Flavio Russo, dal titolo Fiori della petraia. Invenzioni e sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra, edito, nel 2015, dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa. Il volume, può essere consultato accedendo alla sezione "libreria" dell'area storica del portale difesa.it

 

ADA FICHERA

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITOGRAFICI

 

  • BERTARINI MARGHERITA, Invenzioni e scoperte, Giunti Editore, Firenze, 2012
  • www.focus.it
  • www.ilsole24ore.com