Ministero della Difesa

Pillole di storia

31 maggio 2011

Prima Guerra Mondiale, seconda Guerra Mondiale e Guerra di Liberazione

Allo scoppio della prima Guerra Mondiale l'Italia dichiarò la propria neutralità in base all’articolo della Triplice Alleanza (trattato che univa l'Italia alla Germania e all'Austria) che stabiliva l’obbligo di aiuto reciproco solo nel caso di aggressione da parte di due potenze


Fallite le trattative per ottenere l’applicazione dell’art. 7 da parte dell’Austria, l’Italia ne denunciò la violazione dei patti.

La rottura nel 1915 della Triplice Alleanza da parte dell’Italia fu inevitabile e il 23 maggio 1915 fu dichiarata guerra all’Austro-Ungheria entrando così nel primo conflitto mondiale.

 

 

Una guerra di trincea a ridosso dei confini, che vedeva il Comando delle Forze Armate affidato al Generale Luigi Cadorna.

Le prime battaglie in cui fu coinvolto l'Esercito Italiano ebbero esito disastroso: le battaglie dell’Isonzo (tra maggio e giugno 1915) e la ritirata di Caporetto (24 ottobre 1917) fecero crollare il fronte ma non la voglia di reagire.

 

 

L’offensiva italiana, infatti, non si fece attendere ed il 3 novembre 1918, a Padova, l’Austro-Ungheria firmava l’armistizio. Si entrava quindi a Trento ed i bersaglieri sbarcavano a Trieste.

 

 

L’Italia, che sedeva al tavolo dei vincitori, ebbe la città di Fiume. Questa fase, per molti storici, coincideva con la chiusura del processo di unificazione territoriale iniziato a metà del 1800.

 

 

Alla fine della prima Guerra Mondiale il Paese trova la forza per riprendersi da uno sforzo umano ed economico enorme, realizzando una crescita industriale fortissima, accompagnata dai processi socio-politici ed economici dell’epoca quali il capitalismo e la spinta tecnologica, soprattutto nel campo aeronautico.

 

 

Le Forze Armate ridimensionano la struttura per tempi e compiti di pace, ma nel 1936 si trovano proiettate in Spagna e in Africa (la Campagna di Etiopia che portò al riconoscimento internazionale solo con la stipula dell’asse Roma Berlino). Imprese volute da Mussolini, al Governo già dal 1922.

 

 

La vicinanza con la Germania si fece più stretta con il Patto d’Acciaio del 22 maggio 1939, con le Forze Armate che assurgono al ruolo di elemento fondante dello Stato.

 

 

Il 1° settembre 1939 l’Asse inizia lo scontro con le potenze dell’Alleanza. La Germania entra nel territorio polacco. L’Italia si dichiara neutrale, ma a giugno del 1940, dopo numerosi e difficili confronti politici e manifestazioni di piazza, Mussolini annuncia l’entrata in guerra.

 

 

Non fu una guerra di trincea, ma una guerra con scontri in mare e in cielo. I passi avanti della tecnologia nel settore degli armamenti consentirono di dotare gli eserciti di mezzi e materiali con nuove e diverse capacità di azione e reazione.

 

 

Anni difficili, segnati anche da diversi episodi di eroismo. Uno su tutti, quello di Salvo D’Acquisto che non esitò a dichiararsi unico responsabile di un attentato contro le forze armate tedesche per salvare 22 cittadini. Venne fucilato il 23 settembre 1943 a Torre di Palidoro.

 

 

L’Italia durante la seconda Guerra Mondiale era stata impegnata nei Balcani (ottobre 1940), in Russia (inverno 1942-1943) in Africa Orientale (maggio 1941) ed in Africa settentrionale (El Alamein ottobre 1942 – Tunisia maggio ‘43).

 

 

Dopo l’armistizio, firmato nella notte tra il 2 ed il 3 settembre 1943 e reso pubblico dagli Alleati il giorno 8, i militari italiani ed i reparti sopravvissuti confluivano nel I raggruppamento motorizzato, dal quale successivamente nacque il Corpo Italiano di Liberazione, e nelle unità ausiliarie.

 

 

Tappe decisive della Guerra di Liberazione furono le storiche battaglie di Monte Lungo (dicembre 1943) e Monte Marrone (aprile 1944).