Ministero della Difesa

Pillole di storia

20 aprile 2021

Il Corpo di spedizione italiano in Cina, 1900-1905


Il Corpo di spedizione italiano in Cina 1900-1905. Organizzazione, uniformi e distintivi
La Domenica del Corriere del 22 luglio 1900 ANNO II - N. 29

​All’inizio del XX secolo, alcuni reparti del Regio Esercito e un’Unità navale della Regia Marina operarono in Cina nell’ambito di un corpo di spedizione internazionale a protezione degli europei e dei cinesi convertiti al cristianesimo. All’origine dell’operazione c’era la necessità di soccorrere il personale diplomatico presso il quartiere delle legazioni di Pechino, asserragliato assieme ad un certo numero di convertiti, sostenuti da pochi militari di diverse nazionalità, tra i quali i 42 marinai italiani, fatti sbarcare dalle nostre unità presenti nei porti cinesi.

La rivolta che stava scuotendo la Cina era provocata da una società segreta, denominata I-ho-t’uan, (“Pugni di giustizia e di concordia”, da cui la denominazione occidentale di Boxers), che utilizzavano il risentimento popolare contro gli stranieri; il motivo di tale atteggiamento popolare rivolto anche verso i convertiti (considerati traditori) nasceva dalle condizioni privilegiate di cui godevano gli stranieri, commercianti in primo luogo, residenti nel Celeste Impero.

Dalle province la rivolta si era estesa fino alla capitale e il governo imperiale, debole e corrotto, aveva finito per appoggiare i Boxers nel loro assedio alle legazioni diplomatiche.

Dall’Europa, nell’estate del 1900, era partito un corpo di spedizione composto da reparti francesi, tedeschi, britannici e italiani, che si aggiunse alle Unità navali degli stessi Paesi già presenti nel teatro operativo (oltre ad una nave austriaca) e a reparti provenienti dall’Asia: giapponesi, russi, indiani ed americani, quest’ultimi di stanza nelle Filippine.

Dopo 55 giorni d’assedio le legazioni vennero liberate e nei mesi successivi, vinta ogni resistenza, il governo imperiale si accordò  con le potenze europee, il Giappone e gli Stati Uniti. L’Italia ottenne un quartiere della città di Tientsin 1, circa 110 km a Sud-Est di Pechino, come “concessione”.

Gli appassionati di uniformologia potranno approfondire l’argomento consultando il volume Il Corpo di spedizione in Cina 1900-1905 – Organizzazione, uniformi e distintivi, edito dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, al seguente indirizzo: Il Corpo di spedizione italiano in Cina 1900-1905


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Tientsin, nota anche come Tianjin (in cinese 天津S, Tiānjīn, letteralmente "guado fluviale celeste", è attualmente la terza città della Cina per popolazione; grazie alla notevole mole di traffici svolta dai suoi avamporti, Tientsin è uno dei maggiori empori commerciali dell'Estremo Oriente, con notevoli e molteplici complessi industriali.