Ministero della Difesa

30 giugno 2016

Balbo e L'Alpino

Quando Balbo … inventò “l’Alpino”


Il 2 e 3 aprile 2016 si svolgerà a Belluno il convegno annuale dei direttori responsabili delle testate alpine. Abbiamo quindi fatto un po' di ricerca sulle testate alpine e abbiamo "scoperto" qualche curiosità.


Sapete che il settimanale "L'Alpino" è stato in parte ideato e poi diretto da un aviatore? E soprattutto sapete che quell'aviatore non è un qualsiasi appartenente all'Aeronautica bensì proprio Italo Balbo (1896-1940), grande aviatore e Ministro dell'Aeronautica italiana dal 1929 al 1933?


Fonti storiche ci raccontano che un giorno, uscendo dalla caserma dell'8º Reggimento Alpini ad Udine, il Ten. Italo Balbo insieme al Sottotenente Aldo Lomasti, pensò per la prima volta ad un giornale che glorificasse e ricordasse le gesta di guerra del Tolmezzo, del Gemona e di tutti i battaglioni afferenti all'8º.


Due giorni dopo Italo Balbo, viene inviato in licenza, mentre Lomasti tenta di presentare con entusiasmo al Col. C. Cavarzerani l'idea della rivista, mentre Balbo si occupa di prendere i primi accordi con la Prefettura e di raccogliere un po' di "pubblicità" per la quarta pagina di copertina.


Caverzani accetta di buon grado il progetto della rivista, raccomandando tuttavia a Lomasti e Balbo di essere quanto più possibile imparziali nel raccontare gli eventi.
È il giugno 1919. Da quel momento "L'Alpino" diviene "il giornale di tutti i Reggimenti".


In pochi giorni di preparazione, "L'Alpino" vede la luce, quale «organo settimanale degli Alpini, sorto (come dice la presentazione del giornale) per spirito di Corpo, non asservito a nessuno, con il programma di esaltare il nostro bel Soldato››.


Il primo numero, con una magnifica testata stile liberty, raffigurante uno scarpone in ginocchio con la baionetta innestata e pronto a difendere la gloriosa conquista, riporta il tradizionale motto: "Di qui non si passa".
In due giorni, il primo numero, in 2.500 copie, è completamente esaurito in poche ore, e molte sono le prenotazioni anticipate per il secondo numero. Italo Balbo, rientrato dalla licenza, viene nominato Direttore della rivista. Inizia a lavorare al secondo numero e nomina il Lomasti revisore di bozze.


È il periodo della censura in Italia, e anche "L'Alpino" riporta, ad ogni numero, articoli censurati o semi-censurati. Per sottrarre il giornale a tale "fastidioso controllo" viene così ceduto, nel dicembre 1919, dopo undici numeri pubblicati, all'ANA (Associazione Nazionale Alpini) allora da poco costituita a Milano.


Ancora oggi il giornale fa riferimento all'ANA e viene inviato ai soci esclusivamente in abbonamento con una diffusione di 370 000 copie.

 

Ada Fichera
 

Riferimenti bibliografici e sitografici

  • Guerri G., Italo Balbo, Bompiani, Roma, 2013
  • Segrè C.G., Italo Balbo. Una vita fascista, Il Mulino, Bologna, 2010
  • ANA
  • biografieonline.it