Ministero della Difesa

7 aprile 2016

“IL MONTELLO” E LE ILLUSTRAZIONI DI MARIO SIRONI AL FRONTE


 

Da "La fine di un pirata del XX Sec." alle "Bombe Tricolori", "Il Montello", quindicinale di trincea dei tempi della Grande Guerra, vanta un illustratore di grande fama.


Sapevate infatti che tale rivista, realizzata interamente da soldati operanti sul fronte del medio Piave, era illustrata dal noto pittore Mario Sironi?
‹‹Già dal 1916, - racconta il critico Francesco Leone, in occasione di una recente mostra a Milano su "Arte e artisti al fronte" - Sironi abbandona gli incastri futuristi per sperimentare un segno più deciso e mosso che tenda al pittoricismo ma soprattutto a deformazioni di grande efficacia, e talvolta di visionarietà, attraverso la quale con gli strumenti della propaganda bellica esegue vere e proprie caricature del "malvagio". (…) Dunque, Sironi, nel 1918, sul "Montello", accentua i caratteri monumentali e pittorici a favore di una maggiore costruzione formale dei volumi. Il congegno bellico è rielaborato sotto la specie di un anelito alla forma, in una struttura conchiusa fatta di volumi compatti e masse uniformi di materia cromatica››.


Interventista e combattente dall'inizio della guerra fino alla fine del conflitto, nelle sue opere è centrale la bivalenza della sua intuizione: l'impegno della guerra, nella lotta contro una "Kultur" sopraffattrice, e tuttavia, l'angoscia di una indecifrabile oscurità.


Allo scoppio della guerra, Mario Sironi si arruola, come altri artisti futuristi, nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti e, allo scioglimento del reparto e al congedo dei volontari (ottobre 1915), entra nell'esercito e continua a combattere.


Otto mesi dopo Caporetto, Sironi è sul fronte del Montello. Ed è al Montello che Sironi sostituisce il fucile col pennello: gli viene infatti affidato, insieme ad Enrico Borioli e Massimo Bontempelli, il compito di esaltare le truppe con un giornale di trincea: nasce quindi "Il Montello".


Sul primo numero, appare una copertina di forte impatto visivo, con una composizione con le bombe, oltre al celeberrimo manifesto "Sintesi della guerra" di Carlo Carrà, apparso originariamente al tratto, che Sironi modifica radicalmente nella veste tipografica; sul Montello viene infatti pubblicata la prima versione a colori del manifesto, che conferisce alla composizione una flessione di matrice "costruttivista" assente nell'originale.


Sironi illustra ivi, il 15 ottobre 1918, anche la prevista ed "imminente" disfatta nemica ne "La sarabanda finale". L'originalità del quadro, come ci racconta in seguito lo studioso Lodovico Isolabella, non sta nella raffigurazione delle tre teste mozze e impalate, simbolo del nemico sconfitto (idea già utilizzata nella satira visiva), quanto nella tragedia d'insieme che fa convergere la drammaticità dei particolari con un gusto tutto espressionistico. Nel rosso sul fondo del quadro, c'è l'ansia e il dramma dell'interrogativo sulla sorte di quell'Europa divelta, le teste mozze esprimono la lacerazione di un mondo che si chiede cosa potrebbe portare il dopoguerra.


Illustrazione della Grande Guerra e congegni bellici visti attraverso gli occhi, e il pennello, di un grande artista, il cui onore, nell'ambito della propaganda bellica, è legato anche ad una rivista come "Il Montello", che di una parte di quel conflitto è stata veicolo di ideali che oggi non possono più essere relegati all'oblio.

ADA FICHERA

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITOGRAFICI

 

  • LEONE FRANCESCO - MAZZOCCA FERNANDO (a cura di), La Grande Guerra. Arte e artisti al fronte, Catalogo mostra Milano - Gallerie d'Italia - 1 aprile-23 agosto 2015, Silvana Editoriale, Milano, 2015
  • www.museosatira.it/
  • www.letteraturatattile.it/