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Categorie protette

1) Quali sono le categorie protette e chi si occupa del loro inserimento nel mondo del lavoro?

 

Le categorie protette sono composte dagli Invalidi Civili, Invalidi del lavoro, Non vedenti, Sordomuti, Invalidi civili di guerra o per servizio, Invalidi di guerra, Profughi, Vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere.

La legge affida il compito di provvedere all'inserimento professionale delle categorie di cui sopra (ad eccezione delle vittime del terrorismo che seguono una procedura diversa) ai Servizi Provinciali, individuati dalle singole Regioni, i quali provvedono ad un avviamento numerico (pubblicazione di bandi riservati ai lavoratori iscritti al collocamento mirato della provincia e relativa graduatoria da cui attingono le amministrazioni previa verifica dell'idoneità professionale al profilo individuato).


 

2) Qual' è la normativa di riferimento?


La normativa di riferimento è essenzialmente la seguente:

- legge 12 marzo 1999, N 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";

- legge del 23 novembre 1998, N 407 e s.m.i. "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata";

- legge 29 marzo 1985 N 113 e s.m.i. "Aggiornamento della disciplina del collocamento al lavoro e del rapporto di lavoro dei centralinisti non vedenti".

 


3) Quali sono i documenti necessari per l'attestazione di appartenenza alle categorie protette?


Sono diversi a seconda della categoria.

Invalidi Civili e sordomuti: Verbale di invalidità civile rilasciato dall'ufficio invalidi civili del distretto ASL con percentuale uguale al 46 % e oltre. Dal 1 gennaio 2010 la domanda per il riconoscimento dell'invalidità o della permanenza dello stato invalidante deve essere fatta all'Inps, direttamente o per il tramite di un patronato.

Invalidi del lavoro: Verbale di invalidità rilasciato dall'Inail con percentuale maggiore del 33 % e oltre.

Non vedenti: Verbale che attesta riconoscimento di cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi rilasciato dalla competente commissione ASL.  Invalidi civili di guerra o per servizio: Certificato che attesta una minorazione ascritta dalla prima all'ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni rilasciato dal comando o dell'amministrazione di appartenenza

Invalidi di guerra: Certificato che attesta una minorazione ascritta dalla prima all'ottava categoria rilasciato dalla commissione medica militare o certificato comprovante la presenza negli appositi elenchi della prefettura.

Vittime del terrorismo, criminalità organizzata e del dovere: Certificato, rilasciato dal Ministero dell'Interno o dal Prefetto territorialmente competente delegato, che attesta l'appartenenza alla categoria di cui trattasi.

 


4) Quali obblighi la legge pone a carico dei datori di lavoro pubblici o privati?


Al fine di promuovere l'integrazione lavorativa dei disabili, tra l'altro, la legge prevede l'obbligo di riservare ai lavoratori appartenenti alle categorie protette una certa quota di assunzioni, che per le Pubbliche Amministrazioni con più di 50 dipendenti è pari al 7% del personale in organico per gli invalidi ed all'1% per i profughi, gli orfani e i coniugi di coloro che sono deceduti o che risultano grandi invalidi per causa di lavoro, guerra o servizio, mentre per le vittime del terrorismo, per i livelli retributivi dal sesto all'ottavo, non potranno superare l'aliquota del 10% delle vacanze in organico.

La legge pone inoltre l'obbligo, a carico dei datori di lavoro, di inviare on line, ogni anno, tramite il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, un prospetto informativo con la situazione aggiornata al 31 dicembre dell'anno precedente e relativa al numero complessivo di lavoratori impiegati, al numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette già assunto e a quello ancora da assumere in base alla quota di riserva, suddiviso per provincia.

 


5) Il Ministero della Difesa assume tali categorie?


Il Ministero della Difesa, così come previsto dalla normativa e come ogni altra Pubblica Amministrazione, è tenuto ad assumere tali categorie, tenendo conto delle carenze e degli esuberi esistenti negli enti dislocati nelle varie province sul territorio nazionale e della programmazione triennale.

 


6) Quali sono le modalità di assunzione e a chi si propone domanda di assunzione?


Le assunzioni nelle categorie protette - ai sensi delle disposizioni di cui all'art. 35, comma 2, del decreto legislativo 165/2001 - avviene mediante chiamata numerica, attraverso gli uffici provinciali competenti, degli iscritti nelle apposite liste di collocamento, e non a domanda diretta degli interessati presso le Amministrazioni stesse, ad eccezione delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere nonché del loro coniuge, dei figli superstiti e dei fratelli conviventi e a carico (qualora unici superstiti) la cui chiamata è diretta, con precedenza rispetto ad ogni altra categoria.

Per i centralinisti non vedenti l'avviamento da parte della provincia è subordinato all'esistenza di una specifica postazione abilitata.

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Pagina pubblicata il 13-04-2011